Più facile comprare all'asta: imposte tagliate e bonus prima casa

Le novità inserite nel Dl banche da lunedì al voto alla Camera
banditore che batte all'asta l'immobile

di Marina Crisafi – Imposte fisse a 200 euro e non in base al valore di assegnazione dell'immobile e mantenimento bonus prima casa. Sono queste le principali novità apportate, insieme alla stretta sull'anatocismo e ai due giorni in più per il pagamento delle multe (leggi: "Addio definitivo all'anatocismo: arriva la norma ad hoc") dal pacchetto di emendamenti a firma Sanga (Pd) al Dl banche, che da lunedì sarà al voto in aula alla Camera con probabile ricorso alla fiducia (qui sotto allegato).

La nuova norma (cfr. art. 16 del d.l. n. 18/2016), avente il fine di agevolare il collocamento degli immobili in sede di vendita giudiziaria, conferma la forte riduzione delle imposte (di registro, ipotecaria e catastale) che, per chi acquista, non saranno più parametrate come oggi al valore di assegnazione dell'immobile acquistato (in ragione del 9%), bensì assoggettate ad un'imposta unica di 200 euro (per ciascuna).

Il notevole vantaggio, in termini di risparmio di spesa, sarà valido sia per le persone fisiche che per quelle giuridiche.

Ad essere novellato, ad opera dell'emendamento alla disciplina fiscale degli immobili venduti all'asta, è anche l'obbligo di rivendita entro due anni, a pena di applicazione di sanzioni del 30% e di pagamento pieno dell'ammontare delle imposte.

La nuova veste normativa esonera, infatti, i privati dall'obbligo di trasferire l'immobile entro due anni dall'acquisto, se "in capo all'acquirente ricorrano le condizioni" per usufruire delle agevolazioni prima casa.

L'obbligo però, previsto nel testo originario, permane per le imprese.

Il testo del dl banche
(19/03/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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