Sei in: Home » Articoli

Cassazione: legittime le dimissioni del dipendente per ritmi troppo stressanti

E il datore di lavoro è tenuto a pagare l'indennità sostitutiva del preavviso
burocrazia stress telefonata impiegato
di Valeria Zeppilli – Con la sentenza numero 18429/2015, depositata il 18 settembre (qui sotto allegata) la Corte di Cassazione ha ritenuto logiche e fondate le dimissioni rassegnate dal lavoratore a causa dell'assoggettamento a ritmi di lavoro improponibili.

Nel dettaglio, il dipendente lamentava di essere ormai esasperato dalla mole di lavoro insostenibile della quale la società datrice di lavoro lo caricava e che gli aveva addirittura causato conseguenze alla salute, sfociate in una sindrome ansiosa da stress per iperattività lavorativa, come da certificato medico del servizio di medicina fiscale e legale prodotto.

La mole di lavoro, peraltro, risultava agli atti, oltre che dal carteggio relativo alle dimissioni, anche dai prospetti riepilogativi del lavoro svolto dal ricorrente e dai fogli presenze.

Alla luce delle congrue motivazioni della Corte di appello in merito, la Cassazione non ha potuto far altro che confermare l'adeguatezza della decisione.

Così, ad avallo della sentenza emessa dal giudice del merito, la società datrice di lavoro è stata condannata a pagare in favore dell'ex dipendente una somma pari ad euro 84.637,34, a titolo di differenze retributive e TFR e, soprattutto, alla corresponsione dell'indennità sostitutiva del preavviso giustificata dalla legittimità delle dimissioni per "ritmi lavorativi insostenibili".

All'azienda, ora, non resta altro che pagare.

Corte di cassazione testo sentenza numero 18429/2015
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(22/09/2015 - Valeria Zeppilli)
Le più lette:
» Cassazione: il giudice non può mortificare gli avvocati con compensi irrisori
» Il figlio che non aiuta i genitori commette reato
» Diritto all'indennità di accompagnamento e Inps: la Cassazione accoglie la domanda
» Multe e bolli: come si rottamano e cosa si risparmia
» Il rifiuto della notifica di un atto giudiziario
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF