La fideiussione

Definizione, natura, limiti e giurisprudenza. Focus sulla fideiussione omnibus, bancaria e assicurativa
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Cosa è la fideiussione

Il codice civile disciplina la fideiussione all'art. 1936 c.c. descrivendone la nozione dal punto di vista soggettivo e qualificando il fideiussore come "colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l'adempimento di un'obbligazione altrui".

L'obbligo fideiussorio può originare sia dalla legge che dalla volontà privata, di solito trattasi di un contratto che necessita dell'accordo tra fideiussore e creditore, poiché esso mantiene la sua efficacia anche se il debitore (il soggetto tenuto all'adempimento della prestazione garantita) non ne ha conoscenza.

Il negozio fideiussorio persegue infatti non uno scopo di accollo del rischio dell'obbligazione principale, ma una funzione di garanzia dell'adempimento dell'obbligazione attraverso l'allargamento della base soggettiva, la quale è del tutto indipendente dall'effettivo rischio di inadempimento e, dunque, dall'eventualità che il debitore principale non adempia la propria obbligazione, ovvero che il suo patrimonio sia insufficiente a soddisfare le ragioni del creditore (cfr. Cass., sent. n. 6407/1998).

La funzione di garanzia rende superfluo e giuridicamente irrilevante il consenso preventivo del debitore e l'accettazione del contratto, per la cui stipulazione non sono richieste particolari forme solenni, ma il fideiussore, una persona fisica o anche una società, deve manifestare la sua volontà in maniera espressa e inequivocabile (art. 1937 c.c.).

La natura accessoria della garanzia e i suoi limiti

Il carattere accessorio si desume dall'art. 1939 c.c., secondo il quale la fideiussione non è valida se non è valida l'obbligazione principale, dunque l'estinzione di questa ha effetto anche sull'altra.

Fa eccezione al principio la fideiussione che sia prestata per l'obbligazione assunta da un incapace, la quale conserva la sua validità anche in caso venga meno quella dell'obbligazione principale.

Pertanto, l'obbligazione del fideiussore si configura come obbligazione accessoria, il cui oggetto è naturalmente identico a quello dell'obbligazione principale, e, salvo patto contrario, si estende solo a tutti gli accessori del debito principale ed alle spese (art. 1941 c.c.); se eccede il debito o è contratta a condizioni più onerose è valida nei limiti dell'obbligazione principale (art. 1941 c.c., comma 2).

Ne consegue che non sono efficaci nei confronti del fideiussore i patti intervenuti tra creditore e debitore modificativi dell'obbligazione principale garantita (cfr. Cass., n. 12279/2004).

Se la fideiussione in duriorem causam non è ammissibile, si ritiene che sia lecita la cd. fideiussione in leviorem causan, ossia la stipula di una garanzia parziale, limitata o meno onerosa, poiché è lecito alle parti modificare contrattualmente il regime della responsabilità del fideiussore circoscrivendone l'attuazione entro determinati confini o assoggettandola a modalità e a condizioni convenute di comune accordo (cfr. Cass., sent. n. 1812/1996)

I rapporti tra creditore e fideiussore

L'art. 1944 c.c. disciplina due tipi di fideiussione, una solidale ed una semplice o con beneficio d'escussione.

La fideiussione solidale è l'ipotesi maggiormente diffusa, la quale prevede che fideiussore e creditore principale siano obbligati in solido, sicché il creditore potrà richiedere l'adempimento dell'obbligazione indifferentemente sia all'uso che all'altro.

Il fideiussore che ha pagato il debito è surrogato nei diritti che aveva il creditore (1949 c.c.) e potrà esperire azioni di regresso verso il debitore benché questi non fosse consapevole della prestata fideiussione (art. 1950 c.c.).

Il regresso comprende il capitale, gli interessi e le spese che il fideiussore ha sostenuto ed il diritto agli interessi legali sulle somme pagate dal giorno del pagamento. Solo se il debitore è incapace il regresso del fideiussore è ammesso solo nei limiti di ciò che sia rivolto a suo vantaggio.

Il cd. beneficium excussionis riconosciuto al fideiussore, secondo il quale il creditore dovrà sottoporre ad esecuzione i beni del debitore principale prima di rivolgersi a lui per il pagamento del debito, deve essere convenuto dalle parti nel contratto espressamente. In tal caso, il fideiussore, che sia convenuto dal creditore e intenda valersi del beneficio dell'escussione, dovrà indicare i beni del debitore principale da sottoporre ad esecuzione.

Cosa accade se ci sono più fideiussori

L'art. 1946 c.c. ammette la cd. cofideiussione: se vi sono più persone che hanno prestato fideiussione per un medesimo debitore e a garanzia di un medesimo debito, ciascuna di esse è obbligata per l'intero debito salvo che sia stato pattuito il beneficio della divisione.

I cofideiussori hanno diritto, in caso di pagamento dell'obbligazione, al regresso nei confronti degli altri coobbligati per la quota di spettanza di ciascuno. Ciò non avviene per la diversa situazione della cd. fideiussione plurima, dove più garanti prestano la garanzia in maniera autonoma e indipendentemente dagli altri

La Fideiussione Omnibus

L'istituto della fideiussione cd. "omnibus" prevede che il fideiussore si impegni non a garantire il pagamento di un singolo debito altrui, ma di tutti i debiti presenti e futuri che costui (spesso un imprenditore) ha assunto o assumerà nei confronti del creditore, che nella prassi è spesso un istituto di credito.

L'art. 1938 c.c., avalla l'istituto affermando che la fideiussione possa essere prestata anche per un'obbligazione condizionale o futura con la previsione, in questo ultimo caso, dell'importo massimo garantito.

La norma è stata modificata dall'art. 10 della L. 154/1992 che ha imposto il tetto massimo del credito garantito: infatti, la funziona economica che caratterizza questa tipologia di fideiussione, ha lo scopo di agevolare il ricorso al finanziamento bancario senza arrecare pregiudizio alle ragioni del creditore. Il fideiussore è sovente un soggetto controinteressato alle operazioni finanziate dalla banca, ed assume un rischio patrimoniale elevato e non preventivabile rispetto a quelli derivanti da una normale fideiussione.

La giurisprudenza ha stabilito che la banca in cui favore sia stata anteriormente prestata una fideiussione omnibus senza limitazione di importo, ancora in corso alla data di entrata in vigore della disposizione della L. 154/1992, conserva il diritto alla garanzia unicamente per i debiti verso di essa sorti e non anche per quelli successivi, per i quali occorre, invece, una nuova convenzione fideiussoria nelle forme previste dall'art. 1938 c.c. (cfr. Cass., sent. n. 17860/2007).

Tuttavia, la legittimità della garanzia dovrà essere accuratamente valutata nel merito per accertare che la indicazione di un importo limite sproporzionalmente elevato non si traduca in una limitazione solo apparente eludendo sostanzialmente la norma di legge (cfr. Cass., sent. n. 27005/2008).

Le parti contrattuali, fideiussore e creditore, dovranno rispettare i principi di correttezza e buona fede; la banca, in particolare, ha l'onere di controllare la situazione finanziaria del debitore non potendo fare affidamento esclusivamente sul patrimonio del garante a fronte della manifesta incapienza del patrimonio dell'obbligato principale.

L'istituto di credito, ancorché garantito da fideiussione, ha il dovere di comportarsi nei confronti del debitore principale secondo i criteri di una sana gestione del credito e integra un comportamento contrario a buona fede (oggettiva) - sanzionato con l'inefficacia della garanzia fideiussoria - se, nonostante la prevedibile inadempienza del debitore, decide di procedere all'operazione confidando soltanto nella responsabilità del fideiussore (cfr. Cass., sent. n. 6414/1998).

La fideiussione bancaria

Un particolare esempio di fideiussione è rappresentato dalla fideiussione bancaria, ovverosia quella concessa dalla banca ai debitori che ne fanno richiesta e che, generalmente, divengono dei clienti dell'istituto di credito.

In genere, a seconda dell'ammontare del credito di firma accordato è richiesta una commissione, che generalmente si aggira sull'1% del valore al netto delle tasse, da corrispondere indipendentemente dal carattere accessorio del contratto.

Inoltre, spesso le banche che concedono fideiussione chiedono al garantito anche la stipula di un contratto di controfideiussione con il quale questi si impegna a mettere a disposizione tutto il suo patrimonio per la restituzione alla banca dell'eventuale importo versato al suo posto.

La fideiussione assicurativa

Oltre che alla fideiussione bancaria, per poter essere garantiti in tempi rapidi è possibile fare ricorso a un altro mezzo: la fideiussione assicurativa.

In questo caso è una compagnia di assicurazioni ad assumersi la responsabilità nei confronti di un creditore, per un importo prestabilito.

Anche se formalmente si tratta di un contratto assimilabile a qualsiasi altro tipo di fideiussione, la fideiussione assicurativa rappresenta, in realtà, un contratto misto con funzione prevalente di garanzia: le modalità con le quali esso viene stipulato, infatti, sono le stesse in genere previste per gli altri contratti assicurativi.

I tempi per poter ottenere una fideiussione assicurativa sono molto più rapidi di quelli richiesti per ottenere una fideiussione bancaria e in genere non raggiungono una settimana.

Anche questo tipo di fideiussione, tuttavia, prevede un costo per il servizio.

Giurisprudenza sulla fideiussione


Cassazione civile Sezione III sentenza del 05/05/2016 n. 8944
La fideiussione "omnibus" senza limitazione di importo, che sia stata stipulata in data anteriore alla l. n. 154 del 1992 che, all'art. 10, sostituendo il testo originario dell'art. 1938 c.c., ha subordinato la validità della fideiussione per obbligazioni future all'indicazione dell'importo massimo garantito, è efficace solo per i debiti sorti a carico del debitore principale prima della predetta data, e non anche per quelli successivi.

Cassazione civile Sezione I sentenza del 24/02/2016 n. 3628
A norma dell'art. 1937 c.c., la volontà di prestare la fideiussione deve essere espressa, ma ciò non significa che sia necessaria la forma scritta o l'adozione di formule sacramentali, purché la volontà sia manifestata in modo inequivocabile, e la prova della sussistenza di detto elemento può, pertanto, essere data con tutti i mezzi consentiti dalla legge e quindi anche con presunzioni.

Cassazione civile, Sezione I, sentenza del 02/03/2016, n. 4112
In tema di liberazione del fideiussione, l'autorizzazione di cui all'art. 1956 c.c. non va considerato come un accordo "a latere" del contratto bancario cui la garanzia accede e può essere ritenuta tacitamente concessa dal garante se emerge la conoscenza, da parte sua, della situazione patrimoniale del debitore garantito.

Cassazione civile, Sezione I, sentenza del 10/03/2015, n. 4751
Il contratto di assicurazione fideiussoria è costituita in parte da elementi che caratterizzano il contratto di assicurazione e in parte da elementi tipici della fideiussione. Ciò nonostante tale contratto resta assoggettato alla regolamentazione della seconda figura, salva diversa previsione contrattuale.



(31/08/2016 - Lucia Izzo)
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