I comitati: cosa sono, come si costituiscono e quale è la disciplina giuridica

Costituzione, estinzione e gestione patrimoniale dell'ente comitato.
martello sentenza giudice cassazione
I comitati sono enti non profit riconosciuti dal codice civile che all'art. 39 provvede ad indicare, in maniera non esaustiva, gli scopi che quest'organizzazione di persone può svolgere, laddove afferma che "I comitati di soccorso o di beneficenza e i comitati promotori di opere pubbliche, monumenti, esposizioni, mostre, festeggiamenti e simili sono regolati dalle disposizioni seguenti, salvo quanto è stabilito nelle leggi speciali".

Costituzione e gestione patrimoniale

Dagli artt. 39 e ss. del codice civile è possibile ricostruire la modalità giuridiche di costituzione del comitato.
I componenti organizzatori del comitato, detti promotori, si riuniscono al fine di realizzare uno degli scopi previsti dall'art. 39 c.c. e rendono noto al pubblico lo scopo da perseguire, invitando ad effettuare offerte di denaro o altri beni, dette oblazioni, che verranno destinate alla realizzazione dello scopo annunciato.
Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi raccolti sono responsabili personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo annunziato (art. 40 c.c.).

La dottrina giuridica tende ad identificare la struttura e l'ambito di attività del comitato in maniera tripartita, prevedendo tre categorie di soci: promotori (coloro che costituiscono il comitato e determinano lo scopo e il modo per perseguirlo), organizzatori (coloro che gestiscono i fondi, utilizzandoli in maniera conforme alle finalità istituzionali) e sottoscrittori (coloro che rilasciano in maniera volontaria e discrezionale somme a sostegno della causa dell'ente).
Tuttavia nella prassi capita frequentemente un'identificazione tra le dette categorie in capo ai medesimi soggetti.

In virtù dei peculiari scopi dell'ente, i fondi raccolti sono gravati da un vincolo di destinazione e non sono soggetti a tassazione, ma lo statuto deve rispondere puntualmente dei requisiti richiesti dalla legge tributaria.
I Comitati potranno conseguire l'attività di raccolta fondi anche attraverso piccole iniziative commerciali sempre strumentali al raggiungimento dello scopo, ad esempio l'organizzazione di pubblici eventi e la vendita di beni di modico valore.

La responsabilità per le obbligazioni assunte investe tutti i componenti del Comitato che ne rispondono personalmente e solidalmente (art. 41 c.c., comma 1), mentre i sottoscrittori sono tenuti soltanto a effettuare le oblazioni promesse. Il comitato può stare in giudizio nella persona del presidente.


Durata ed estinzione del comitato

Il perseguimento dello scopo prefissato, determina fisiologicamente un'ipotesi di estinzione dei comitati.
L'art. 42 c.c., oltre all'attuazione dello scopo, enumera le principali ipotesi estintive dei Comtiati quali l'insufficienza dei fondi raccolti e l'inattuabilità sopravvenuta dello scopo.

Gli eventuali fondi residui potranno essere devoluti ad altro ente con analoghe finalità, ma solo se stabilito dallo statuto, altrimenti se ne occuperà l'autorità governativa competente.
Seppur generalmente l'ente Comitato preveda una durata temporanea, nella prassi non mancano ipotesi di Comitati permanenti poiché lo scopo può essere ricorrente e ripetibile, ad esempio a cadenza annuale come per esposizioni, mostre e festeggiamenti.
(20/08/2015 - Lucia Izzo)
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