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Treno ritarda? Ecco quando si ha diritto all'indennità

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Si sa, in Italia i ritardi dei treni sono all'ordine del giorno. Ma se un ritardo di qualche minuto si può facilmente accettare, un'attesa prolungata più del dovuto può diventare davvero intollerabile. A fronte di un problema sempre più sentito dai viaggiatori, Trenitalia, anche sulla base del regolamento (CE) n. 1371/2007 sui "diritti ed obblighi dei passeggeri",  ha già da tempo definito alcune regole in base alle quali è possibile ottenere delle indennità per i ritardi. L'indennità può essere erogata sotto forma di bonus per l'acquisto di nuovi biglietti oppure in contanti.

Le ipotesi previste sono due:

1. la prima è che il treno sia in ritardo alla partenza.
In questo caso, se si prevede un ritardo superiore a un'ora, si ha diritto a scegliere tra il rimborso del biglietto o la prosecuzione del viaggio
In relazione ai tempi di attesa si può avere diritto anche a pasti e bevande.

E non solo, se non è possibile continuare il viaggio nello stesso giorno a causa del ritardo e non risulta possibile la prosecuzione con autoservizi sostitutivi come bus o taxi si ha diritto al rimborso del pernottamento.

Sono esclusi naturalmente i casi in cui i ritardi siano dovuti a comportamenti di terzi (come l'occupazione dei binari da parte di manifestanti) o dovuti a cause di forza maggiore (tempeste, inondazioni, scioperi etc...)

2. La seconda ipotesi è quella del ritardo all'arrivo.
In tale eventualità è prevista un'indennità pari al 25% del biglietto se il ritardo è compreso tra 60 e 119 minuti. L'indennità sale al 50% del prezzo del biglietto se il ritardo è di almeno 120 minuti.

Non c'è diritto all'indennità, naturalmente, se al momento dell'acquisto del biglietto si era a conoscenza del ritardo.

(19/08/2012 - A.V.)
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