Gli avvocati di AIAF, CAMMINO e ONDIF rispondono all'appello alla responsabilità sulla giustizia, che riguarda le persone, i minorenni e le famiglie, sottoscritto dai presidenti dei Tribunali per i minorenni e dai Procuratori

Responsabilità sulla giustizia, le richieste

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Chiedono l'investimento di risorse per il migliore funzionamento della Riforma della giustizia; poiché già «la razionalizzazione del settore con la concentrazione delle competenze, l'eliminazione dell'inutile duplicazione dei giudizi, l'ampliamento della negoziazione assistita, la soppressione della collegialità non necessaria, la possibilità di evitare la duplicazione di separazione e divorzio. Arriva la risposta degli avvocati di AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i minori), CAMMINO (Camera Nazionale Avvocati per le persone, i minorenni e le famiglie) e ONDIF (Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia) all'appello alla responsabilità sulla giustizia, che riguarda le persone, i minorenni e le famiglie, sottoscritto dai Presidenti dei Tribunali per i minorenni e dai Procuratori della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.

In questo contesto la richiesta è che «in applicazione dei principi della normativa europea e della nostra Costituzione, entri in vigore al più presto la c.d. "Riforma Cartabia", di cui alla I. n. 206/2021, per una giustizia a tutela effettiva delle persone di età minore e degli altri soggetti vulnerabili».

La violazione dei diritti di difesa

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Chiariscono gli scriventi, in premessa la necessità di «intervenire nel dibattito in corso - sottolineando - che lo stato della giustizia - per l'area che riguarda i minori - è gravemente sofferente e deficitario. Ciò emerge anche dalle numerosissime condanne della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in tutte le tipologie di controversie minorili: nell'ambito della relazione genitori-figli, della relazione nonni-nipoti, dell'adottabilità, dell'adozione, dell' affidamento, della tutela dei minori fragili .Responsabilmente sottolineiamo i tempi dilatati Del suddetto intervento - inconciliabili con la tutela effettiva delle situazioni di vulnerabilità, in particolare di quelle relative ai minori di età; tempi lunghi e insostenibili causati anche dalla trattazione collegiale di molte decisioni». Da qui le conseguenze come «costi insostenibili per le parti conseguenti al proliferare di giudizi assegnati a più giudici, competenti per le stesse situazioni familiari, che, talvolta, si concludono con decisioni in contrasto l'una con l'altra. Responsabilmente affermiamo che, davanti ai Tribunali per i minorenni, la massiva delega di adempimenti istruttori ai giudici onorari portatori di altri saperi, comporta violazione dei diritti di difesa e del contraddittorio che profila "prassi distorsive" e può violare l' art. 32 Cost. che esige che nessuno sia sottoposto a trattamento sanitario (anche diagnostico), senza suo previo libero e consapevole consenso».

Le falle nel diritto di famiglia

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Ancora secondo gli scriventi «l'approccio multidisciplinare nella giustizia minorile deve essere preservato, ma con modalità compatibili con il giusto processo e non attraverso esperti interni al collegio, bensì ad esso esterni, rispetto ai quali le parti possano essere rappresentate da un proprio esperto». Da qui il richiamo al documento del Comitato dei ministri del Consiglio d' Europa dell'8 e 9 marzo 2022 «che ha evidenziato le gravissime falle dell'attuale sistema italiano della giustizia per le famiglie, le persone e per i minorenni. Condividiamo - si legge infine - il necessario approccio multidisciplinare al sostegno e all'ascolto del minore ma invitiamo a evitare interpretazioni forzate della Risoluzione del Parlamento Europeo del 5 aprile 2022, che ne inferiscano la necessità di partecipazione alle decisioni giudiziarie di esperti di altre discipline interni al collegio, ritenuta inidonea dalla Corte Europea dei Diritti dell' Uomo (D.M.e N. contro Italia, 20 gennaio 2022)».


Foto: 123rf.com
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