Il pacchetto con le nuove misure potrebbe essere approvato in una riunione del Consiglio dei ministri giovedì

Il nuovo decreto

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Il governo del premier Draghi è al lavoro per approvare un decreto urgente che possa frenare le impennate dei prezzi di benzina, gasolio, gas e luce, che si sono accentuati con lo scoppio della guerra in Ucraina. L'obiettivo è un pacchetto di misure da approvare al più presto, possibilmente domani, in Consiglio dei ministri. Rateizzazione delle bollette, taglio del prezzo della benzina e del diesel usando l'extra gettito Iva sui carburanti di questi ultimi mesi potrebbero essere una soluzione. L'ipotesi è quella di uno sconto di 15 centesimi a litro alla pompa, sia per la benzina che per il gasolio.

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Le misure da adottare

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Ci sono già le proposte pensate dai ministri dello Sviluppo economico e della Transizione ecologica: il rifinanziamento del fondo di garanzia per le Pmi e un fondo apposito per i ristori delle imprese che patiscono di più (in tutto per 1,8 miliardi). Infine, una protezione sulle materie prime e allargare il campo di azione del "golden power" oltre le imprese strategiche. Tra le proposte anche quella di tassare gli extraprofitti di tutte le società energetiche. Il taglio delle accise sui carburanti potrebbe autofinanziarsi con l'extragettito Iva che arriva proprio dagli aumenti di benzina e gasolio. Per il resto invece vanno trovati i fondi e risorse fresche servono anche per garantire accoglienza adeguata ai rifugiati.

Il tetto massimo per gas e bollette

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Il governo punta ad una limitazione: un tetto massimo al prezzo dell'importazione di gas naturale in Italia. Potrebbe essere: 100 euro a megawattora. Non si parla invece di prezzi al ribasso. Draghi e il ministro della Transizione ecologica Cingolani volevano imporre il limite di 80 euro, ma da Bruxelles non è arrivato il placet. Secondo i tecnici dell'unione i Paesi fornitori in questo modo potrebbero tagliare l'offerta di materia prima a tutta l'Europa. Resta comunque il rischio che mettendo un limite solo in Italia chi ci dà il gas possa vendere di meno a noi e di più a Francia, Spagna e Germania, naturalmente con tariffe più alte.


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