Nuove tariffe forensi, quelle predisposte nello schema del regolamento del CNF, che intervengono per limitare il potere discrezionale del giudice e valorizzare l'attività degli avvocati. Il 19 febbraio 2022 sullo schema è arrivato il parere del CdS

Modifica parametri compensi avvocati

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Il CNF ha elaborato e deliberato la propria ipotesi di modifica dei parametri forensi per liquidare i compensi degli avvocati, al termine della seduta amministrativa del 21 gennaio 2022 (sotto allegata). Proposta sulla quale devono essere sentiti i COA, le associazioni forensi maggiormente rappresentative e le competenti commissioni parlamentari.

Sullo schema è arrivato il parere del Consiglio di Stato

Sullo schema del regolamento il 19 febbraio 2022 il Consiglio di Stato ha espresso parere n. 143/2022, suggerendo alcune modifiche, di cui si darà atto nel momento in cui verranno apportate al regolamento definitivo. 

Adeguamento al costo della vita e tariffa oraria

I parametri vengono adeguati al costo della vita, gli aumenti e le diminuzioni rispetto alla tariffa base potranno essere calcolati nella unica misura percentuale del 50%. La novità più importante però è quella che riguarda la previsione della tariffa oraria, per la quale viene fissata per la prima volta una forbice di valori per la sua quantificazione, compresa tra i 200,00 e i 500 euro. Valori che però potranno essere applicati previa pattuizione tra le parti, perché in alcuni casi, (es: assistenza grandi imprese e con base all'estero) la parcella su base oraria potrebbe risultare più conveniente. Vediamo quali sono le altre novità.

Tabella nuova per le procedure concorsuali

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Si vuole introdurre una tabella specifica dedicata all'assistenza dell'avvocato nell'accertamento del passivo, dei diritti dei terzi sui beni compresi nella liquidazione giudiziale e nel fallimento. Tabella che prevede, in base al valore della controversia e della fase della procedura, compensi per l'attività svolta, che variano da un minimo di 100 euro a un massimo di 7.930,00 euro.

Processo amministrativo: sale il compenso dell'avvocato

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Previsto l'aumento delle tariffe per l'assistenza e la difesa nei giudizi amministrativi, motivata dall'impegno richiesto all'avvocato a causa dei termini decadenziali stringenti. Proposto anche l'aumento del 20% del compenso nei casi in cui, nella fase introduttiva del giudizio, venga proposto ricorso incidentale. Proposto poi anche l'aumento del 50% per la fase cautelare se si propone o si resiste a misure monocratiche cautelari. Intenzioni di modifica anche in materia di contratti pubblici.

Tariffe anche per l'attività davanti al magistrato di sorveglianza

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Salgono del 20% i compensi per l'avvocato per l'attività svolta nella fase delle indagini difensive, se si rivelano gravose, impegnative e o urgenti.

Per quanto riguarda il giudizio direttissimo pare necessario invece intervenire per definire i parametri da liquidare per la fase della convalida, ricorrendo a un valore parametrico di 360,00 euro per la fase di studio e di 675,00 euro per la fase decisionale.

Si vuole colmare poi la lacuna relativa ai compensi da riconoscere al difensore quando svolge la sua attività davanti al Magistrato di Sorveglianza, prevedendo per la fase studio un compenso di 300 euro, perla fase introduttiva 360 euro e per quella decisionale 900 euro.

Richiede inoltre di essere colmata anche la lacuna dei compensi per l'avvocato quando svolge la sua attività davanti al Tribunale per i minorenni e al GUP del Tribunale per i minorenni, applicando i compensi previsti dalla tabella 15 relativa ai compensi previsti per il Tribunale Collegiale.

Mediazione e negoziazione: sale del 30% il compenso per le fasi più impegnative

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Viene rivista la misura del compenso dell'avvocato con il fine di valorizzare l'attività svolta nella fase di negoziazione e di conciliazione che, proprio perché più impegnative, meritano di essere remunerate in misura superiore. Si propone quindi l'aumento del 30%, rispetto a quelle attuali, per le attività relative alla fase di attivazione, di negoziazione e di conciliazione.

Sale il compenso se la causa viene conciliata

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Pare opportuno prevedere l'aumento del compenso in favore dell'avvocato nella misura di 1/4 nelle ipotesi di conciliazione giudiziale o transazione della controversia, rispetto a quanto altrimenti liquidabile per la fase decisionale.

Compenso proporzionalmente decrescente per gli affari più consistenti

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Prevista la deroga al principio del compenso onnicomprensivo quando l'affare si compone di più fasi o parti autonome. Necessario introdurre una semplificazione per le prestazioni stragiudiziali prevedendo, per gli affari di valore superiore a 520.000 euro, un compenso calcolato in modo proporzionalmente decrescente rispetto al valore dell'affare, da un massimo del 3% fino a un minimo dello 0,25%, tenendo conto anche della durata dell'incarico, della sua difficoltà e dell'impegno richiesto. Abrogato l'art. 22.

Compenso più alto per la memoria 378 CPC in Cassazione

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La memoria ex art. 378 CPC ha di fatto il contenuto di un ricorso perché soprattutto in alcune materie (lavoro, previdenza, tributi) l'udienza pubblica o da remoto si tiene abitualmente a 4/5 anni dal ricorso introduttivo. Il compenso deve quindi essere adeguato, riconoscendo un "compenso di regola corrispondente alla metà di quello previsto per la fase introduttiva del giudizio dalla tabella n. 13."

Ridotto il compenso per chi agisce con malafede o colpa grave

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Al fine di deflazionare il carico di lavoro della macchina della giustizia si vuole rendere più severa la regola prevista dall'art. 96 c.p.c, disponendo che "nei casi d'inammissibilità o improponibilità o improcedibilità della domanda, il compenso dovuto all'avvocato del soccombente è ridotto, ove concorrano gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione, del 60/70 % rispetto a quello altrimenti liquidabile.


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Foto: 123rf.com
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