Dalla lettera al ministro da parte dell'Aiga fino alle richieste del Movimento forense passando per l'Anf e dallo sciopero dell'Unione della camere penali: tutti con l'obiettivo di superare lo stallo

PST: le lamentele alla Cartabia

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L'Unione delle Camere penali si era espressa qualche giorno fa: Dopo i continui forfait del portale telematico del processo penale i penalisti avevano chiesto l'intervento della ministra Cartabia per garantire l'esercizio del diritto di difesa, proclamando lo sciopero dal 29 al 31 marzo (vedi anche Avvocati penalisti: astensione dal 29 al 31 marzo). Alla stessa Cartabia avevano scritto i giovani avvocati dell'Aiga (vedi Giovani avvocati: pst bloccato, interruzione di pubblico servizio) manifestando il loro disappunto alla fine di febbraio, inviando una lettera alla guardasigilli, oltre a presentare una interrogazione parlamentare per denunciare le lunghe attese e le complicazioni incontrate dagli avvocati in questi mesi. Una situazione insostenibile quella che riguarda il malfunzionamento del portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia. Un blocco che, avevano spiegato «impedisce di svolgere regolarmente l'attività professionale a causa delle continue, prolungate e ripetute interruzioni del servizio».

Anf: «Eliminare le criticità del portale»

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Altre rimostranze dall'Anf, il cui segretario generale dell'Associazione nazionale forense Luigi Pansini chiede l'eliminazione delle criticità del funzionale del portale telematico penale e di procedere con la telematizzazione degli uffici dei giudici di pace e della corte di cassazione, estendere l'obbligatorietà del telematico a tutti i provvedimenti dei magistrati, completare i processi di gestione e conservazione digitale degli atti processuali più complessi, riformare la digitalizzazione nella giustizia con modalità omogenee.

Movimento forense: «Prioritaria la digitalizzazione della giustizia»

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Per il Movimento forense fondamentale invece la celerità degli interventi «riteniamo che la questione vada posta come irrinunciabile priorità degli investimenti nella digitalizzazione della giustizia, senza alcuna conflittualità e chiedendo a tutte le forze in campo di impegnarsi senza campanilismi. Il ministro saprà dare i giusti impulsi per garantire la migliore efficienza ed imparzialità nella gestione delle risorse. Crediamo che la logica dell'astensione non vada letta come strada preferita, anche per l'ovvio pregiudizio economico che ne deriva ai colleghi, bensì come ultima ratio di fronte alla disfunzione operativa del sistema telematico».


Foto: 123rf.com
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