Una suocera troppo invadente può bastare a giustificare la crisi di coppia.
Lo affermano i giudici della Corte di Cassazione secondo cui non puo' essere addebitata la
colpa della separazione al coniuge che abbandona il tetto coniugale
per sfuggire da una suocera ingombrante e con cui ha frequenti
litigi.
La decisione è della prima sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n.4540/2010) che ha accolto il ricorso di una donna a cui era stata addebitata la colpa della separazzione per aver abbandonato il tetto
coniugale.
La donna però aveva sostenuto l'intollerabilita' della convivenza dovuta proprio all'eccessiva
ingerenza" della suocera.
I giudici di merito aveva addebitato la separazione alla giovane signora ma ora la suprema Corte ha ribaltato il verdetto disponendo un nuovo esame della vicenda davanti
al tribunale e ricordando che la "giusta causa di
separazione" e' ravvisabile anche "nei casi di frequenti litigi
domestici della moglie con la suocera convivente e nel conseguente
progressivo deterioramento dei rapporti tra gli stessi coniugi".
PER MATRIMONIALISTI, 30% SEPARAZIONI SONO CAUSATE DA SUOCERI INVADENTI
A quanto pare i suoceri sono causa del 30% delle separazioni. Lo afferma Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione che raggruppa i matrimonialisti italiani, commentando la sentenza della Cassazione che giustifica la separazione in caso di suoceri invadenti. '''Giusto' abbandonare il tetto coniugale dopo le loro ingerenze'', afferma Gassani. "La sentenza - rileva in una nota - ha confermato in modo netto un principio secondo cui costituisce implicitamente 'giusta causa' la decisione del coniuge che lascia la casa coniugale in costanza di matrimonio in presenza di gravi ingerenze e provocazioni del suocero convivente. In sostanza attraverso tale pronuncia si affievolisce il principio secondo cui un coniuge puo' abbandonare il tetto coniugale soltanto dopo il deposito del ricorso per l'ottenimento della separazione". ''La Suprema Corte - continua - si e' piu' volte pronunciata, inoltre, sulla addebitabilita' della separazione giudiziale nel caso in cui uno dei due coniugi dimostri di essere stato vittima delle invadenze e delle ingerenze di uno o di entrambi i suoceri a patto che tale evenienza sia stata anche semplicemente tollerata passivamente dall'altro coniuge. Cio' significa che chi subisce le pressioni di un suocero puo' lasciare la casa coniugale senza conseguenze oppure, se vi rimane, puo' chiedere l'addebito della separazione nei confronti dell'altro''. Nel 2008, ricorda ancora Gassani, la Corte d'Appello di Salerno riconobbe la validita' di una sentenza ecclesiastica che aveva dichiarato nullo un matrimonio entrato in crisi per colpa di una suocera. ''E' assolutamente indubbio - dice Gassani - che un cospicuo numero di separazioni e divorzi in Italia sia causato dal malcostume di molti suoceri di interferire, anche in buona fede, nella vita coniugale dei figli e dei generi/nuore. Questo e' uno dei peggiori malcostumi italiani. Il 30% delle separazioni nel nostro Paese, infatti, secondo le ricerche del centro studi AMI, dipende proprio da queste ragioni".
Altre informazioni su questo argomento - Per matrimonialisti 30% delle separazioni sono causate da suoceri invadenti
Ora la Corte d'appello, che si rioccupera' del caso, dovra' verificare se "l'abbandono della casa familiare ad opera della moglie sia intervenuto quando era gia' maturata, all'interno della coppia, una situazione di intollerabilita' grave ed irreversibile della convivenza, ovvero se esso abbia dato causa alla rottura del rapporto coniugale". Se la suocera e' stata effettivamente una delle cause che hanno provocato l'abbandono del tetto coniugale, Grazia non ricevera' alcun addebito nella separazione.PER MATRIMONIALISTI, 30% SEPARAZIONI SONO CAUSATE DA SUOCERI INVADENTI
A quanto pare i suoceri sono causa del 30% delle separazioni. Lo afferma Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione che raggruppa i matrimonialisti italiani, commentando la sentenza della Cassazione che giustifica la separazione in caso di suoceri invadenti. '''Giusto' abbandonare il tetto coniugale dopo le loro ingerenze'', afferma Gassani. "La sentenza - rileva in una nota - ha confermato in modo netto un principio secondo cui costituisce implicitamente 'giusta causa' la decisione del coniuge che lascia la casa coniugale in costanza di matrimonio in presenza di gravi ingerenze e provocazioni del suocero convivente. In sostanza attraverso tale pronuncia si affievolisce il principio secondo cui un coniuge puo' abbandonare il tetto coniugale soltanto dopo il deposito del ricorso per l'ottenimento della separazione". ''La Suprema Corte - continua - si e' piu' volte pronunciata, inoltre, sulla addebitabilita' della separazione giudiziale nel caso in cui uno dei due coniugi dimostri di essere stato vittima delle invadenze e delle ingerenze di uno o di entrambi i suoceri a patto che tale evenienza sia stata anche semplicemente tollerata passivamente dall'altro coniuge. Cio' significa che chi subisce le pressioni di un suocero puo' lasciare la casa coniugale senza conseguenze oppure, se vi rimane, puo' chiedere l'addebito della separazione nei confronti dell'altro''. Nel 2008, ricorda ancora Gassani, la Corte d'Appello di Salerno riconobbe la validita' di una sentenza ecclesiastica che aveva dichiarato nullo un matrimonio entrato in crisi per colpa di una suocera. ''E' assolutamente indubbio - dice Gassani - che un cospicuo numero di separazioni e divorzi in Italia sia causato dal malcostume di molti suoceri di interferire, anche in buona fede, nella vita coniugale dei figli e dei generi/nuore. Questo e' uno dei peggiori malcostumi italiani. Il 30% delle separazioni nel nostro Paese, infatti, secondo le ricerche del centro studi AMI, dipende proprio da queste ragioni".



