Giro di vite dalla Corte di Cassazione nei confronti degli ex mariti che non rispettano la dimora delle ex mogli. D'ora in avanti rischia le manette chi si introduce nella casa in cui vive la ex consorte senza esserne autorizzato.
Secondo i giudici del palazzaccio, non ci sono dubbi: un simile conportamento costituisce violazione di domicilio.
Il chiarimento arriva dalla quinta sezione penale della Corte (sentenza 6377/2010) che ha annullato un provvedimento di assoluzione nei confronti di un uomo che si era introdotto nella casa della ex moglie per fotocopiare alcuni documenti da produrre in sede di divorzio.
Inizialmente nel procedimento penale si era ipotizzato il reato di furto e il gup aveva assolto l'imputato "perche' il fatto non sussiste". Il gup nella motivazione aveva osservato che vi era stato solo un impossessamento provvisorio di documenti che poi erano stati rimessi a posto.
Ora la Cassazione ha fatto notare che sicuramente l'uomo andava rinviato a giudizio giacchè nel caso in esame sussistono gli estremi della "violazione di domicilio", reato indubbiamente configurabile dato che "l'imputato, per poter accedere alla documentazione custodita in casa della persona offesa, aveva necessariamente dovuto introdurvisi senza averne alcun titolo".
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