L'unindustria Bologna ha reso noto che la Commissione Tributaria di Pescara ha esaminato il ricorso presentato da oltre 1500 aziende Italiane contro il 'click day' del 6 maggio 2009.
Per molte di queste imprese (circa 800) che avevano fatto ricorso perchè erano state escluse dai bonus fiscali per gli investimenti in ricerca, possono, gia' da ora, accedere a quel credito d'imposta che l'Amministrazione Finanziaria aveva negato. Altre imprese dovranno invece trovare una soluzione negoziale con il Governo, ma il loro diritto al credito d'imposta e' stato comunque riconosciuto.
Le imprese che hanno aderito all'iniziativa sono oltre 1500 e sono state coordinate dalle rispettive associazioni del sistema Confindustria.
In relazione all'elevato numero delle ricorrenti le aziende sono state suddivise in due gruppi e due sono state le sezioni della Commissione Tributaria di Pescara che hanno esaminato l'istanza.
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La Terza Sezione ha accolto il ricorso, annullando il Diniego dell'Amministrazione Finanziaria, facendo notare che il legislatore nel 2008 ha espressamente enunciato i principi della
certezza delle strategie d'investimento e della garanzia dei diritti acquisiti, applicando gli stessi a tutte le situazioni maturate fino all'entrata in vigore del D.L. n. 185/2008. Le imprese interessate
dunque possono, fin da ora, scontare direttamente ed immediatamente il
loro credito d'imposta.
La Sezione Prima, al contrario, ha respinto il ricorso, ma e' giunta a tale conclusione accogliendo sostanzialmente la posizione prospettata dalle imprese ricorrenti.
Nella motivazione ha infatti riconosciuto che la Finanziaria
2007 ha attribuito alle imprese un vero e proprio diritto soggettivo a
fruire dei contributi per le attivita' di ricerca e sviluppo da essa
previsti, ed ha ritenuto ''molto discutibili'' le scelte adottate dal
legislatore nel 2008, in quanto ''bisogna riconoscere che il sistema
prescelto lascia, a dir poco, perplessi''.
Il rigetto dei ricorsi, in questo caso, e' stato motivato
soltanto dal fatto che, secondo i giudici, con il provvedimento di
diniego del nulla-osta l'Amministrazione Finanziaria ''non ha escluso
il diritto, ma lo ha solo ed eventualmente ritardato nella sua
concreta realizzazione''. In definitiva, secondo la Sezione Prima
della Commissione Tributaria, competera' comunque all'amministrazione
(e se necessario al legislatore) identificare le modalita' con cui
assicurare a tutte le aziende che hanno diritto al contributo la
possibilita' di fruire concretamente dello stesso, anche se, osservano
i giudici ''la Finanziaria del 2010 ha gia' impostato il problema e
dato una qualche soluzione''. Tali motivazioni, dunque, lasciano
sperare in un successivo esito soddisfacente per le aziende
interessate.
"Il pronunciamento della Commissione Tributaria
di Pescara e' per noi di grande soddisfazione" afferma Maurizio Marchesini, presidente
di Unindustria Bologna, ed osserva che ''entrambe
le Sezioni infatti, pur giungendo a conclusioni diverse, hanno
riconosciuto la fondatezza della richiesta delle imprese''.
''Auspichiamo che, anche grazie alla nostra iniziativa -
sottolinea Marchesini - d'ora in avanti venga completamente
abbandonato il meccanismo del 'click day', che in questo caso aveva
escluso dai bonus fiscali migliaia di aziende in tutto il Paese in
base a criteri che nulla avevano a che fare con la qualita' dei loro
progetti. E ci auguriamo che il Governo sappia, invece, trovare le
forme e le modalita' per l'erogazione del credito d'imposta a tutte le
aziende che ne abbiano i requisiti, riconoscendo cosi' il diritto ad
incentivi fiscali per le imprese che investono in ricerca e
sviluppo''.
''Al tempo stesso, inviteremo Confindustria - conclude - ad
aprire immediatamente un tavolo di confronto con il ministero
dell'Economia, al fine di individuare le risorse per quelle imprese i
cui diritti sono stati in ogni caso riconosciuti, pur se il loro
ricorso non e' stato accolto''.