Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: automobilista deve sempre fermarsi quando un pedone attraversa sulle strisce

Una vera e propria 'tirata di orecchie' arriva dalla Corte di Cassazione nei confronti di quegli automobilisti che non danno la precedenza ai pedoni che attraversano sulle strisce pedonali. Si tratta di un comportamento 'incivile' sottoline la Corte ricordando che mentre si è alla guida di un'autovettura si è sempre obbligati a dare la precedenza ai pedoni in transito sulla segnaletica orizzontale loro dedicata. Non si tratta dunque di un atto discrezionale dell'automobilista che deve sempre fermarsi. Sulla scorta di tale principio la corte (sentenza n.20949/2009) ha accolto il ricorso dei tre figli di una donna investita sulle strisce da un motociclista e morta poco dopo per le gravi lesioni craniche. I giudici di merito avevano attribuito il 30% della colpa dell'incidente alla donna che aveva attraversato la strada frettoosamente e senza guardare se stessero sopraggiungendo delle vetture. Il danno riconosciuto i prossimi congiunti era stato quindi limitato nella misura del 70% del totale. La Cassazione su ricorso dei prossimi congiunti ha considerato inaccettabile un simile ragionamento. "A meno di riguardare l'attraversamento sulle strisce di una strada come un impegnativo momento di valutazioni di velocita' e intenzioni altrui - si legg ein sentenza -, occorre che ogni conducente, nell'approssimarsi alle strisce pedonali, ancora piu' se queste si trovino, come nella specie, in una zona centrale di una citta', abbia la chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo ad ingenerare nel pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi".

Altre informazioni su questa sentenza

Nell'impianto motivazione della sentenza la corte di cassazione chiarisce che non è certamente "in linea con le elementari regole di comportamento proprie di un paese civile che un conducente possa considerare una mera facolta' il suo inderogabile obbligo di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali e che il pedone debba, dal canto suo, riguardare l'attraversamento come un temerario atto di coraggio, anche dove ha diritto di farlo con l'aspettativa che i conducenti si fermino per lasciarglielo fare". Questo non significa che il pedone abbia sempre ragione. Il concorso colposo, scrivono e' "ravvisabile solo se questi abbia tenuto una condotta assolutamente imprevedibile e del tutto straordinaria, non ipotizzabile nel caso di semplice attraversamento frettoloso e a testa bassa, cui la Corte territoriale ha invece conferito determinante rilievo". Ecco perche' la Cassazione ha accolto il ricorso dei famigliari della donna deceduta relativamente al concorso di colpa. Escluso invece il risarcimento del danno biologico nonche' del danno esistenziale che i figli hanno subito. Ora la Corte d'Appello di Firenze dovra' riesaminare la vicenda alla luce del dettato della Cassazione attenendosi al principio in base al quale quando un pedone attraversa sulle strisce ha il diritto di precedenza.


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