Avv. Roberto Cataldi |

Minori: anche a 3 o 4 anni possono testimoniare su abusi se sentiti da esperti

Anche i bambini di 3 o 4 anni possono essere idonei a testimoniare se ascoltati da uno psicologo, esperto in materia, nei casi di abusi e di maltrattamenti. Lo spiega Marialori Zaccaria, presidente dell'Ordine degli psicologi del Lazio, in un'intervista all'AdnKronos Salute. "Uno specialista competente – spiega la Zaccaria - e' infatti in grado di raccogliere il disagio, il trauma che il bambino di tre anni dimostra non attraverso il linguaggio verbale". Ed è quanto emerge da uno dei punti nodali delle "Linee guida per le perizie in caso di abuso dei minori", deliberate dal consiglio dell'Ordine del Lazio. Le linee guida contengono una serie di indicazioni per i professionisti che mirano ad elevare il livello qualitativo delle perizie e a facilitare il dialogo tra psicologi e magistrati, a tutela di tutte le persone coinvolte in casi di abuso sui minori. "Vogliamo affermare – continua il presidente dell'Ordine degli psicologi - la cultura dell'ascolto e del rispetto dell'infanzia, ai diversi livelli di responsabilità, affinché vi siano 'regole' condivise che vincolino tutti a comportamenti con standard elevati [...] Le linee guida puntano molto alla qualità dell'intervento della psicologia in un campo cosi' delicato come l'abuso sui minori", e potranno diventare un riferimento tecnico di primaria importanza per le perizie richieste dai magistrati. Anche Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, ritiene fondamentale fissare i criteri per orientare lo psicologo chiamato a valutare una situazione di presunto abuso. "Queste linee guida – spiega Palma - erano assolutamente necessarie. Questo perché registriamo numerosissimi casi di psicologi che sono sottoposti a procedimenti disciplinari da parte degli Ordini territoriali che riguardano proprio l'intervento in caso di abusi, con accuse di carattere deontologico, soprattutto per quanto riguarda le competenze necessarie per intervenire nel settore specifico [...] Avere delle linee guida fissa criteri di qualità che potrebbero evitare anche tanti procedimenti deontologici, tutelando sia le persone coinvolte che il professionista".

Altre informazioni su questo argomento e sull'ammissibilità della videoregistrazione

Altro elemento utile del documento e' la possibilità di migliorare la comunicazione tra psicologi e magistrati: "si usano linguaggi diversi - continua Palma - magari si utilizzano gli stessi termini dando loro significati differenti. Questo documento va nella direzione giusta perché contiene una serie di elementi per lo psicologo, anche in riferimento alle competenze che deve avere, che rendono più probabile anche un maggiore dialogo con il magistrato". Gli psicologi dicono anche si alla videoregistrazione degli incontri tra minore e perito, a patto che vi sia il consenso del minore stesso e questa volontà può essere stabilita solo dall'esperto che lo sta valutando – spiega Zaccaria. Si tratta di una posizione condivisa anche dai giudici. Per Nicola Maiorano, magistrato di Cassazione, sostituto procuratore di Roma, "sulla videoregistrazione sono sorte incomprensioni e travisamenti della realta': nessuna norma prevede o impone la videoregistrazione degli incontri tra l'esperto e il minore, come nessuna norma prevede la documentazione dell'attività svolta. Va pertanto lasciata alla sensibilità e alla professionalità dell'esperto la scelta se adottare o meno la videoregistrazione". Il documento presentato dall'Ordine degli psicologi del Lazio si basa su otto articoli e indica anche la prassi operativa per la conduzione del colloquio e l'osservazione del minore, in particolare nella prima e seconda infanzia.


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