A Palmi il convegno organizzato dall'Ami sulla scia delle novità della Suprema Corte per una rilettura della Legge 54/2006
bambino che cerca di prendere mano sorretta da punto interrogativo

Il protocollo relativo alle procedure in materia di famiglia

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Si è discusso di affidamento condiviso lo scorso 15 gennaio, a Palmi, nel corso del convegno dal titolo "Le prassi applicative nell'affidamento condiviso. Le linee guida del Tribunale di Brindisi" organizzato dalla sezione territoriale A.M.I. di Palmi. Evento voluto L'evento è stato sostenuto dal Presidente del Tribunale di Palmi, Concettina Epifanio, dai Giudici della Sezione Famiglia e dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Palmi intervenuto per i saluti istituzionali con il Presidente Avv. Antonino Parisi. Presente l'Avv. Anna Bellantoni Presidente del distretto A.M.I. di Reggio Calabria.

A Palmi si sta sviluppando un protocollo relativo alle procedure in materia di famiglia, e nell'immediato si applica un protocollo di Intesa del 2017 adottato dagli Uffici giudiziari del distretto di Reggio Calabria, relativo ai casi problematici. Il protocollo cura la fase istruttoria dei processi in cui sono coinvolti i minori per superare gli squilibri esistenti nella coppia o i disagi nel rapporto tra genitori e figli. Da qui una istruttoria in modalità integrata, con l'istituzione di una equipe interdisciplinare permanente (EIP) in ciascuno dei distretti sanitari della provincia di Reggio Calabria.

Ogni equipe è composta da uno specialista in neuropsichiatria infantile, uno psicologo, un assistente sociale esperto in materia minorile e un mediatore culturale (nel caso di minori stranieri). Nei procedimenti di separazione e divorzio è l'equipe che si occupa della indagine psicologica sui minori nonché dell'assistenza dei genitori al fine di acquisire modelli adeguati di interazione di coppia e di rapporto con i minori. A livello operativo il provvedimento del giudice viene trasmesso al Servizio Sociale e al coordinatore dell'Asp che attiva l'equipe per l'inizio dell'istruttoria poi condensata in una relazione di sintesi. L'equipe viene interessata anche nella fase esecutiva in caso di decadenza o sospensione della responsabilità genitoriale. La strategia risulta efficace grazie, in ogni caso, alla sinergia tra tutte le parti processuali.

Linee guida e applicazione in concreto della bigenitorialità

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Ad aprire la discussione Anna Maria Nesci, Giudice della Sezione Famiglia del Tribunale di Palmi, che ha evidenziato la necessità di applicare in concreto la bigenitorialità sulla base di un chiaro dettato normativo. La possibilità di realizzare tale principio non è tuttavia scontata, anche in considerazione di non rare differenze esistenti tra i coniugi in ordine alle opportunità lavorative ed al diverso tempo dedicato all'accudimento dei figli. Di seguito gli interventi del gruppo di lavoro del Tribunale di Brindisi, che nel 2017 preparò nuove linee-guida: la D.ssa Fausta Palazzo, Presidente della sezione civile di tale tribunale, il prof. Marino Maglietta, presidente dell'Ass. Naz. "Crescere insieme", e l'Avv. Mariella Fanuli del Foro di Brindisi.

Le direttive fondamentali si basano sulla consapevolezza delle diverse realtà sociali ed economiche sottese, che possono prospettare apparenti difficoltà in una valutazione astratta e generica dell'affidamento condiviso, ma che non impediscono una completa applicazione di principi già riconosciuti normativamente. È emersa la vantaggiosità di una procedura basata sull'affidamento effettivamente condiviso in termini di un abbattimento della conflittualità nelle coppie, con indiscussa ricaduta benefica sulla serenità dei minori e considerevole deflazione del contenzioso. Da superare in questo senso il principio secondo i quale si ritiene che la cura della prole sia un compito di pertinenza primaria della madre.

L'ascolto del minore nelle linee guida

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Le linee guida si soffermano sull'importanza dell'ascolto del minore. Nonostante le iniziali perplessità sull'effettivo esercizio di tale diritto, per l'esigenza che più volte gli stessi minori hanno spesso manifestato di poter "dire la loro" nelle situazioni processuali che coinvolgono la famiglia. Ciò agevola la realizzazione di un atteggiamento virtuoso per il quale i diritti degli adulti cedono effettivamente dinanzi ai diritti del minore acquisendo una portata funzionale. Tuttavia, per fare ciò è indispensabile sin dall'inizio del processo adottare misure immediate atte a garantire una armoniosa crescita del minore, possibile solo con una presenza significativa di ambedue le figure genitoriali.

Laura Melara, CTU del Tribunale di Palmi e componente A.M.I., ha posto l'accento sulla formazione di identità del bambino che avviene con l'integrazione dell'apporto delle due microculture familiari, con ciò intendendo non solo padre e madre ma anche le famiglie di origine dei genitori. l'Avv. Maria Ornella Attisano, familiarista del Foro di Reggio Calabria, evidenziando il passaggio da una visione patrimonialista della famiglia ad una nuova concezione che pone al centro la persona in piena sintonia con il contenuto della più recente normativa e con quanto evidenziato dalle linee guida del Tribunale di Brindisi. L'incontro è stato moderato dall'Avv. Espedito Domenico Calopresti responsabile A.M.I. di Palmi e conclusioni affidate all'Avv. Giuseppa Gagliostro, componente della stessa sezione.


Vedi anche: L'affidamento condiviso dei figli
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Foto: 123rf.com
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