Cosa prevede l'accordo siglato tra DAP e Enac per l'utilizzo di droni all'interno degli istituti carcerari

Accordo DAP - ENAC

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In data 3 luglio 2023, come riportato da gNEWS, il quotidiano del Ministero della Giustizia, il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP), Giovanni Russo, e il direttore generale dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC), Alessio Quaranta, hanno siglato un protocollo d'intesa, di durata triennale, che mira ad aumentare i livelli di sorveglianza degli istituti penitenziari per mezzo di sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto, meglio conosciuti come "droni".

A cosa serviranno i droni

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L'utilizzo dei droni ha come obiettivo l'innalzamento dei livelli di vigilanza mediante la sorveglianza, dall'alto, del perimetro sia esterno sia interno degli istituti penitenziari.
Inoltre, grazie a questi mezzi tecnologici, risulterà più agevole svolgere attività di monitoraggio in caso di eventuali rivolte da parte di detenuti o di possibili manifestazioni di protesta fuori dalle mura di cinta.
L'uso di droni favorirà, altresì, le operazioni di ricerca di detenuti evasi e la ricerca di altri droni in volo utilizzati illecitamente per introdurre oggetti vietati, come telefoni, droga e armi.
Suddetti strumenti garantiranno anche il controllo aereo dello stato generale delle strutture penitenziarie e degli impianti di sicurezza.

Chi piloterà gli aeromobili a pilotaggio remoto?

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Il pilotaggio sarà affidato al personale del Corpo di Polizia penitenziaria che dovrà essere qualificato dal Centro di eccellenza Apr dell'Aeronautica militare o in possesso di specifico titolo rilasciato da enti di addestramento riconosciuti dall'Enac.

Il Dap si occuperà, a breve, di varare un provvedimento del Capo del Dap per l'organizzazione di tale servizio.



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