ALI ha inviato diffida al Garante per l'infanzia affinchè prenda posizione sulla normativa che discrimina tra alunni vaccinati e non. Dopo le dichiarazioni rese dalla stessa, gli avvocati ne hanno chiesto formalmente le dimissioni

ALI invia diffida al Garante per l'infanzia e l'adolescenza

Una diffida al Garante per l'infanzia e l'adolescenza affinchè prenda posizione contro la normativa (introdotta dal Dl n. 5/2022) che prevede per gli alunni, in caso di accertate positività in classe (5 per le scuole primarie, 2 per quelle secondarie di primo e secondo grado), l'attività didattica a distanza, la DAD, solo per gli alunni non vaccinati (tra cui rientrano, si ricorda, anche coloro i quali hanno effettuato il ciclo primario con dose unica o doppia dose, e i guariti, dopo i 120 giorni!). Questa una delle ultime iniziative dell'ALI, "Avvocati Liberi - United Lawyers for Freedom", associazione di avvocati e giuristi che si occupa della tutela dei Diritti fondamentali dei cittadini contemplati dalla Costituzione e dalle norme internazionali generalmente riconosciute.
Ne parliamo con l'Avv. Serena Penna, membro dell'ALI e parte del direttivo del Dipartimento Sport e minori, nonchè coautrice della diffida.

Avvocato Penna, perché questa diffida?

La lettera inviata al Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza fa parte delle molteplici iniziative intraprese dall'associazione Avvocati Liberi e pubblicate sulla pagina web (avvocatiliberi.legal) ed il canale telegram (t.me/avvocati_liberi) dell'associazione.

L'obiettivo che si propone la diffida è quello di richiedere l'intervento dell'Autorità Garante sul rispetto delle norme sia nazionali che sovranazionali in tema di uguaglianza e non discriminazione dei minori nell'ambito scolastico, alla luce della recente normativa che ha introdotto, anche nella scuola primaria, un differente regime di didattica a distanza modulato sullo stato vaccinale degli alunni.

Il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, infatti, quale figura istituita con legge del 2011, ha, tra i tanti, il precipuo dovere di verificare che alle persone minori di età siano garantite pari opportunità nell'accesso all'istruzione, di promuovere l'attuazione delle convenzioni internazionali in materia di minori e, soprattutto, il dovere di esprimere, formalmente e pubblicamente, al Governo il proprio parere sugli atti normativi dal medesimo adottati e direttamente incidenti sulla vita scolastica, sportiva e, in genere, sociale dei minori italiani.

Con la diffida in questione è stato pertanto sollecitato al Garante un proprio intervento diretto ad adottare ogni iniziativa ritenuta necessaria per porre fine alle gravi forme di discriminazione sancite dalla recente normativa in materia scolastica in ragione dello status sanitario dei discenti minorenni. Status sanitario che, un passo alla volta e nell'indifferenza generale, è stato introdotto, e viene richiesto, in ogni settore della vita sociale, che sia lavorativa, ludica o sportiva.

Cosa si spera di ottenere?

Una decisa presa di posizione del Garante in favore dei minori discriminati e, non da ultimo, l'apertura di un concreto intervento contro queste leggi liberticide ed illogiche che rischiano seriamente di protrarsi oltre ogni ragionevole limite temporale ed umana resilienza.

Ma ci vuole coraggio. Ebbene, il coraggio non è certo mancato al dott. Biasi, Garante dei minori di Trento, che nelle vigorose parole della sua lettera, denuncia, giustamente indignato, come "Queste norme, espressione di un potere esecutivo che pretende di disporre autoritativamente delle vite delle persone fino nei minimi dettagli, hanno comportato un generale clima di smarrimento e una pericolosa frattura nelle relazioni tra i cittadini, minando severamente le basi costituzionali per la promozione della pacifica convivenza civile".

Dopo le dichiarazioni stampa rese dal Garante, pensa ci siano ancora i margini per questa presa di posizione?

Il giorno successivo alla diffida inviata da ALI, il Garante per l'Infanzia ha pubblicato sul proprio sito un comunicato stampa nel quale sostanzialmente difende le scelte governative, ritenendo l'esclusione dei minori dalla vita sociale, sportiva e scolastica "l'inevitabile effetto di una scelta operata dagli stessi genitori".

Dimentica forse il Garante che non sono i genitori a voler escludere i propri figli dalla socialità, essendo evidente che tale discriminazione è frutto di leggi liberticide e anticostituzionali, come ormai da più parti denunciato, e la cui recrudescenza è inversamente proporzionale alla gravità della situazione sanitaria, essendo carenti tali normative anche sotto il profilo logico - temporale della loro attuazione.

Circostanza, quest'ultima, che già da sola dovrebbe allarmare tutti gli operatori ed enti chiamati a rappresentare i cittadini, vista la pericolosità che lo sdoganamento del concetto di "concessione" dei diritti fondamentali rappresenta per la vita democratica dell'intero Paese.

L'Associazione Avvocati Liberi ha prontamente replicato al comunicato stampa del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, chiedendo le immediate dimissioni della dott.ssa Garlatti per "le omissioni e l'inadeguatezza dimostrata" nella tutela dei bambini e ragazzi, avendo mostrato, con la propria condotta "di voler condizionare la libertà di un minore all'assunzione di un farmaco sperimentale non obbligatorio, costituente il presupposto necessario per il rilascio di un lasciapassare senza il quale il minore non sarebbe libero".

È arrivato il momento di domandarsi seriamente se tutte le norme ed i trattati internazionali in materia di minori, ma non solo, ispirati a suo tempo dalle più alte e nobili intenzioni, dispensatori di regole destinate a governare i periodi più oscuri, non siano ormai che un brandello di ciò che una volta era considerata civiltà. Ebbene è giunto il momento di attingervi, a codeste norme, proprio come i pensatori lungimiranti avevano per noi previsto. Perché "Se non ora, quando?".

Scarica pdf diffida ALI 14 febbraio 2022
Scarica pdf comunicato stampa Garante 15 febbraio 2022
Scarica pdf ALI invito dimissioni garante
Vedi anche:
- La diffida ad adempiere

Foto: 123rf.com
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