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Vaccini: basta una mail all'Asl. Ecco il modulo per l'autocertificazione

Entro il 10 settembre i genitori dovranno presentare un'autocerficazione anche via mail o raccomandata. In allegato il modulo per autocertificare
medico con siringa e fiala vaccino in mano

di Gabriella Lax - Una mail o una raccomandata all'Asl, un'autocertificazione da presentare a scuola, per poter dimostrare la volontà dei genitori di vaccinare i propri figli. A stabilirlo è una circolare, indirizzata a scuole e famiglie, emanata dai ministeri della Salute e dell'Istruzione, con le disposizioni per l'anno scolastico che sta per iniziare, il primo che prevede 10 vaccinazioni obbligatorie per le iscrizioni da 0 a 16 anni. La nota ministeriale arriva dopo il via libera del Garante per la privacy, che consente agli istituti scolastici e ai servizi educativi per l'infanzia di trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl per consentire la verifica della regolarità dei vaccini. Nel provvedimento è presente anche il modulo per l'autocertificazione (qui sotto allegato).

Vaccini: autocertificazione solo per quest'anno scolastico

Una soluzione che potrà essere adottata solo per quest'anno scolastico, al fine di agevolare scuole e famiglie, «in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate». La richiesta di vaccinazione potrà essere effettuata anche telefonicamente (purché la telefonata sia riscontrata positivamente, con un appuntamento fissato).

Verifiche previste dalla procedura

Saranno gli istituti scolastici a trasmettere gli elenchi degli studenti alle aziende sanitarie che verificheranno, confrontandole, le singole posizioni vaccinali e per avviare le procedure previste dalla legge, in primis la convocazione delle famiglie, o per pianificare le attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione richiesta. L'obiettivo sarà snellire le procedure ed alleggerire le famiglie dal gravoso compito di verificare quali vaccini sono stati fatti e confrontare certificati e calendari vaccinali in vigore nell'anno di nascita del bambino.

Vaccinazioni obbligatorie

Le vaccinazioni obbligatorie, si ricorda, sono 10, precisamente contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Sei dei 10 vaccini obbligatori saranno somministrati in formulazione esavalente (poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B e pertosse). Gli altri quattro in tetravalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella) per i quali è prevista l'obbligatorietà per 3 anni, e successiva verifica del raggiungimento della copertura di sicurezza. Le 4 vaccinazioni offerte attivamente sono quelle contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus.

Le scadenze

Ecco quali sono le scadenze previste: 31 ottobre per la scuola dell'obbligo; 10 settembre per i nidi e la scuola dell'infanzia. Entro il 10 marzo 2018 servirà presentare tutta la documentazione comprovante l'avvenuta vaccinazione dei minori qualora si fosse presentata in precedenza solo un'autocertificazione. Anche la semplice presentazione alla Asl della richiesta di vaccinazione consente l'iscrizione a scuola, ma solo in attesa che la stessa provveda ad eseguire la vaccinazione (o a iniziarne il ciclo se sono previste più dosi) entro la fine dell'anno scolastico.

Casi di esonero, omissione o differimento

Nei casi di esonero, il genitore dovrà fornire la documentazione che prova l'esonero per intervenuta immunizzazione per malattia naturale. Invece i minori non vaccinabili o quelli per cui la vaccinazione è stata omessa o differita, per ragioni di salute, sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati naturalmente. Spetterà ai dirigenti scolastici comunicare all'Asl, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

Le specifiche dell'ufficio del Garante

L'Ufficio del Garante ha chiarito che «se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge, i soggetti pubblici possono richiederci di esprimerci in questo senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy». Infine le Asl di propria iniziativa e in un'ottica di semplificazione, «possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole».

Circolare Ministero Salute del 16 agosto con modulo autocertificazione
(02/09/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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