Dall'Agenzia delle entrate il nuovo vademecum con le novità dopo la proroga fino al 2024 arrivata con la legge di Bilancio
coppia felice che arreda la propria casa

Bonus mobili prorogato, le novità

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La detrazione del 50% varrà per il 2022 su una spesa massima di 10.000 euro e per il 2023 e 2024 su un massimo di 5.000 euro. È questa una delle novità contenute nella guida al bonus mobili (in allegato), con gli aggiornamenti, pubblicata dall'Agenzia delle Entrate. È stato prorogato per tre anni il bonus mobili ed elettrodomestici, la detrazione delle spese per l'acquisto di arredi da parte di chi realizza interventi di recupero del patrimonio edilizio. Il bonus è destinato a chi esegue lavori agevolati dal bonus ristrutturazioni 50% e dal sismabonus con le aliquote ordinarie o 110%. Non ne hanno invece diritto i soggetti che realizzano interventi di riqualificazione energetica agevolati con ecobonus 50/65% o con superbonus 110% (vedi anche Bonus mobili: come averlo).

Bonus mobili, come ottenere la detrazione

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Si può usufruire della detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.

L'agevolazione è stata prorogata dalla legge di bilancio 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 37) per le spese sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori. La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche) e spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Per esempio, se le spese per ristrutturare l'immobile sono state sostenute soltanto da uno dei coniugi e quelle per l'arredo dall'altro, il bonus per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.

Si ha diritto al bonus mobili ed elettrodomestici anche quando il contribuente ha scelto, in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di cedere il credito o di esercitare l'opzione per lo sconto in fattura. La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l'immobile ma l'intervento cui è collegato l'acquisto viene effettuato su una pertinenza dell'immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.

Bonus mobili, gli interventi edilizi necessari per la detrazione

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Ecco per quali interventi sarà possibile usufruire della detrazione:

-manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus

- ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza

- restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l'immobile

- manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Come chiarito dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 30/2020, il bonus mobili spetta anche ai contribuenti che usufruiscono del Sismabonus, per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico, nonché, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, del Superbonus di cui al comma 4 dell'articolo 119 del decreto legge n. 34/2020.

Rientrano nella manutenzione straordinaria:

- gli interventi finalizzati all'utilizzo di fonti rinnovabili di energia, ad esempio

- l'installazione di una stufa a pellet o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili

- l'installazione o l'integrazione di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore

- la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell'impianto di riscaldamento.

Scarica pdf Guida Bonus Mobili 2022
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Foto: 123rf.com
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