Una guida per comprendere perché e con quali tempistiche occorre adoperarsi per abolire i prodotti in plastica monouso
rifiuti di plastica sulla spiaggia

Cos'è la plastica monouso

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Le definizioni normative di plastica e di prodotto in plastica monouso sono presenti nella Direttiva UE 2019/904 del 5 giugno 2019, che prevede regole finalizzate alla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti in plastica sull'ambiente.

In base al testo di questa direttiva UE la plastica è "il materiale costituito da un polimero quale definito all'articolo 3, punto 5), del regolamento (CE) n. 1907/2006, cui possono essere stati aggiunti additivi o altre sostanze, e che può funzionare come componente strutturale principale dei prodotti finiti, a eccezione dei polimeri naturali che non sono stati modificati chimicamente."

Il prodotto di plastica monouso invece è "il prodotto fatto di plastica in tutto o in parte, non concepito, progettato o immesso sul mercato per compiere più spostamenti o rotazioni durante la sua vita essendo rinviato a un produttore per la ricarica o riutilizzato per lo stesso scopo per il quale è stato concepito."

Come precisato nel considerando n. 12 i prodotti monouso sono progettati per poter essere utilizzati una sola volta o per un periodo di tempo limitato prima di essere gettati. Un esempio? I contenitori come "le bottiglie per bevande o imballaggi compositi per bevande utilizzati per birra, vino, acqua, bibite rinfrescanti, succhi e nettari, bevande istantanee o latte."

Abolizione plastica monouso

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La Direttiva UE 2019/904 si pone l'obiettivo primario di ridurre i danni ambientali, compresi quelli del mondo sottomarino e alla salute, attraverso la previsione di limiti all'immissione e alla messa a disposizione sul mercato dei prodotti in plastica monouso, così come della plastica oxo-degradabile e degli attrezzi da pesca.

Nei decenni si è fatto ricorso a un impiego indiscriminato della plastica perché economica, versatile e resistente, caratteristiche che ne hanno permesso l'impiego nei settori più diversificati dell'economica. Questo ha causato notevoli danni ambientali a causa della dispersione di questo materiale nell'ambiente. Un approccio a cui si vuole porre rimedio attraverso la realizzazione di un'economia circolare, fondata sul riciclo, il riutilizzo, la riparazione e sull'impiego di materiali ecosostenibili.

Per questo gli Stati dovrebbero incoraggiare l'utilizzo di prodotti che si prestano a un utilizzo multiplo e che dopo essere diventati rifiuti possono comunque essere riutilizzati o riciclati.

La Direttiva rende noto che dall'80% all'85% dei rifiuti marini che vengono poi versati dal mare sulle spiagge sono rappresentati da prodotti in plastica. Di questi il 50% sono rappresentati da prodotti in plastica monouso, la percentuale restante invece è rappresentata da prodotti per la pesca in plastica.

Divieto plastica 3 luglio 2021

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Il 3 luglio 2021 è la data indicata dall'art. 4 della Direttiva entro la quale gli Stati membri dell'Unione Europea sono stati invitati a predisporre, inviare alla Commissione e rendere pubbliche le misure finalizzate alla riduzione duratura dei prodotti in plastica monouso indicati nella parte A dell'allegato ("tazze per bevande, inclusi i relativi tappi e coperchi; contenitori per alimenti, ossia recipienti quali scatole con o senza coperchio, usati per alimenti destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto, generalmente consumati direttamente dal recipiente e pronti per il consumo senza ulteriore preparazione, per esempio cottura, bollitura o riscaldamento, compresi i contenitori per alimenti tipo fast food o per altri pasti pronti per il consumo immediato, a eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti").

Misure che devono essere integrate in occasione del primo aggiornamento successivo dei piani di gestione dei rifiuti o dei programmi di prevenzione dei rifiuti, in conformità agli atti legislativi dell'Unione che disciplinano questi piani o programmi, o qualsiasi altro programma elaborato a tal fine.

La finalità è di ottenere una riduzione quantificabile del consumo dei prodotti in plastica monouso entro il 2026.

Direttiva plastica monouso Italia

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La direttiva UE sulla plastica monouso quindi avrebbe dovuto essere recepita in Italia entro il 3 luglio 2021 da poco trascorso. Di fatto però, nonostante i ripetuti appelli dell'attuale Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, la scadenza non è stata rispettata.

Solo in questi giorni, con settembre ormai alle porte, è stato reso noto lo schema di decreto legislativo che reca l'"attuazione della direttiva (UE) 2019/904 sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente" e che sarà pronto nella sua versione definitiva probabilmente a ottobre.

Legge sulla plastica in Italia

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Attualmente quindi non si dispone di un atto normativo di recepimento della Direttiva UE 2019/904, ma di un schema di decreto composto da 16 articoli e da diversi allegati relativi alle varie categorie dei prodotti monouso in plastica. Uno schema che, nel rispetto di quanto richiesto dalla Direttiva, si occupa anche di disciplinare la marcatura, la responsabilità estesa del produttore, la raccolta differenziata, le misure di sensibilizzazione e l'apparato sanzionatorio.

Normativa plastica 2020

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Nel 2020 si è però intervenuti su un altro fronte, al fine di disincentivare l'impiego, il consumo e la produzione dei prodotti in plastica. La legge di bilancio per il 2021 n. 178/2020 dapprima ha previsto uno slittamento dell'entrata in vigore della plastic tax e un'attenuazione delle sanzioni. I decreto rilancio n. 34/2020 ne aveva disposto il rinvio al 1 gennaio 2021. Da ultimo il decreto Sostegni-bis ha ulteriormente posticipato l'entrata in vigore dell'imposta sul consumo di manufatti in plastica monouso al 1° gennaio 2022 a causa dell'emergenza coronavirus.

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Foto: 123rf.com
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