All'esame in Commissione Giustizia del Senato il ddl sulla riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari che punta alla riapertura dei tribunali minori soppressi negli anni scorsi
avvocato con la sua borsa davanti al tribunale

Delega al Governo per riorganizzare gli uffici giudiziari sul territorio

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All'esame della Commissione Giustizia dal 3 agosto 2021 il disegno di legge n. 2139 (sotto allegato) contenente la "Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione territoriale degli uffici giudiziari".

Prima firmataria dell'iniziativa la senatrice del M5S Felicia Gaudiano. Nella relazione di presentazione al disegno di legge vengono esposte le ragioni di questo provvedimento, nato per porre rimedio agli scarsi risultati in termini di risparmio economico ed efficienza dei decreti legislativi n. 155 e 156 del 2012, che come si ricorderà, avevano soppresso sedi distaccate e tribunali minori.

La riforma del 2012, si sottolinea nella relazione, non solo non ha prodotto i risultati sperati, ma ha anche leso i diritti dei cittadini e degli operatori del diritto, che negli anni hanno sempre manifestato il loro scontento, arrivando persino a scioperi della fame e occupazioni delle sedi giudiziarie.

La soppressione delle piccole sedi ha infatti comportato, in alcuni territori d'Italia, la lesione del principio di prossimità della giustizia e d'importanti diritti sanciti dalla Costituzione come:

  • uguaglianza sostanziale (art 3);
  • difesa (art. 24);
  • effettività della tutela giurisdizionale (art. 111).

Con questo disegno di legge si delineano criteri ulteriori per la preferenza delle sedi territoriali da riattivare, che tengono dei collegamenti (strade, ferrovie, ecc…) della densità abitativa, ma anche della presenza di istituti penitenziari e del numero dei soggetti detenuti al loro interno. In questo modo si vuole riportare la presenza dello Stato sul territorio attraverso presidi di legalità.

Criteri direttivi della riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari

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Il disegno di legge, composto da un solo articolo, delega l'Esecutivo ad adottare, entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per "definire gli assetti territoriali degli uffici territoriali nel rispetto dei seguenti principi direttivi:

  • caratteristiche specifiche del territorio, del bacino di utenza, peculiarità geomorfologiche del territorio e sua estensione, distanza e tempo di percorrenza tra tribunale accorpato e accorpante, tenendo conto della eventuale carenza di collegamenti stradali e ferroviari, ma anche di vetustà degli stessi;
  • preferire tra i tribunali soppressi da ripristinare i comuni ad alta densità abitativa;
  • nella definizione degli assetti territoriali tenere conto della presenza di istituti penitenziari e del numero di detenuti al loro interno;
  • nelle provincie in cui è più elevata la criminalità valutare l'opportunità di riattivare una o più sezioni tra quelle soppresse, considerando la loro collocazione geografica in base alle esigenze dell'utenza.

Criteri direttivi sanciti dalla legge n. 148/2011

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Il Governo è tenuto altresì a rispettare, nel predisporre i decreti delegati, anche i principi sanciti dall'articolo 1, comma 2, lettere a), c), d), e), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), della legge 14 settembre 2011, n. 148 (sotto allegata).

Leggi anche:

- Spending review: giustizia sarà fatta?

- Taglio dei tribunali: le motivazioni della "bocciatura" della Consulta

Scarica pdf Ddl 2139-2021
Scarica pdf LEGGE 14 settembre 2011, n. 148
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