Insorgono le associazioni dei praticanti e chiedono aiuto alla Cartabia: l'unico criterio di valutazione delle prove orali deve essere la meritocrazia e preparazione giuridica
uomo che scrive durante esame di avvocato

Esami avvocato, audio incriminato: le verifiche di via Arenula

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Esami di abilitazione forense nati mali che sembrano proseguire peggio. La pandemia ha scardinato un sistema, quello degli esami per diventare avvocati, che da tempo aveva dimostrato la necessità di essere rivisto. Ci ha pensato l'emergenza sanitaria a spingere verso un cambiamento forzato che al momento sembra avere più di una pecca. Di qualche giorno fa l'esplosione del caso a Brescia.

«Quanti ne avete promossi fino ad ora? Non possiamo promuoverli tutti, stiamo bassi». Queste le parole pronunciate durante l'esame per l'abilitazione da avvocato lo scorso 4 giugno, con i candidati di Brescia esaminati dai commissari di Lecce (la commissione bresciana esamina le prove di Ancona, nds). L'audio della riunione della commissione resta acceso mentre si dibatte sul giudizio da dare a uno dei candidati: tutti gli aspiranti avvocati collegati hanno ascoltato in diretta la discussione. Al commissario che invita i colleghi a non promuovere il candidato viene risposto: «Ho fatto apposta una domanda». E un altro aggiunge «Io una domanda insidiosa posso farla». L'audio finisce sul web e nella chat

Cogita, non tutti possono abilitarsi alla professione forense

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Il risultato è che l'audio incriminato in queste ore è sottoposto alle verifiche del ministero della Giustizia. Fatti che secondo il Coordinamento dei giovani giuristi italiani dimostrano che nonostante i candidati si siano dovuti riorganizzare «in tempi risicatissimi per nuove cervellotiche prove, anche se nel complesso capaci di affrontare le questioni giuridiche sottoposte, anche se bravini persino, non tutti possono abilitarsi alla professione forense» ed aggiungono «quello dell'avvocato dovrebbe essere un ruolo socialmente fondamentale, però il relativo esame si conferma, anche nella sua versione di "orale rafforzato", un sistema volto al contingentamento all'accesso non secondo uno standard di merito, ma fondamentalmente di "spazio"».

Esami avvocati, tre interrogazioni parlamentari in corso

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Cogita sottolinea poi l'esistenza delle «tre Interrogazioni parlamentari nei confronti del Ministero della Giustizia sulla vicenda, sicuri dei doverosi accertamenti, del probabile fraintendimento, della totale trasparenza, merito e di ogni altra, prevedibile giustificazione di rito ad indorare la pillola di questa notoria ed amara verità - in chiusura - dalla magnificata unità politica per l'interesse dei giovani è scaturita una sessione d'esame lunga e farraginosa, anche per commissioni e macchina amministrativa, meno trasparente della singola prova orale o del ricorso a test a risposta multipla (quelli considerati invece lesivi della dignità dei candidati). Infine, il data breach dei dati personali dei candidati di cui non si è dato conto, eccezion fatta per un succinto comunicato stampa e malgrado richieste formali di incontro agli Uffici del Ministero, ancora senza esito».

Esami avvocato, Consulta Aiga: «Unico criterio la meritocrazia»

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Sulla vicenda interviene anche la Consulta dell'Aiga a chiarire che, se confermato ciò che è accaduto «si confida che il Ministero Giustizia faccia opportuna luce sul punto, si tratterebbe dell'ennesima manifestazione dello scarso interesse sull'esame di abilitazione di avvocato e sulla formazione di una classe professionale meritocratica. Come se non bastasse essersi trovati ex abrupto ad affrontare un'inedita formula di esame di Stato a causa dell'emergenza pandemica». Ed ancora «Riteniamo inaccettabile che la valutazione di un candidato venga fatto non già sul merito quanto sul numero dei candidati precedentemente promossi. Gli sforzi di migliaia di praticanti, dopo anni di fatica e di investimenti, non possono essere vanificati a causa di questioni esterne alla preparazione in diritto». E l'augurio che si possa stabilire - che venga ristabilito quale unico e valido criterio di valutazione delle prove orali quello della meritocrazia e preparazione giuridica degli aspiranti avvocati che dopo quest'episodio sono ancor più sfiduciati nei confronti di un sistema che continua a confermare tutte le proprie debolezze».

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Foto: lex iuris
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