Il Piano scuola estate del Miur: un percorso di trasformazione ed evoluzione del sistema Istruzione per avere una scuola accogliente e inclusiva
alunno che scappa da scuola

Piano scuola estate, che cos'è

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Arriva il Piano Scuola Estate che, come chiarisce il Miur, è punto di partenza di un percorso di trasformazione ed evoluzione del sistema Istruzione per avere una scuola accogliente, inclusiva e basata su logiche di apprendimento personalizzato; ed ancora un modello educativo finalizzato a mitigare il rischio di dispersione scolastica e di povertà educativa. Dunque una nuova alleanza educativa con i territori, che consolidi il senso di appartenenza alla "comunità" e preveda il coinvolgimento attivo delle rappresentanze di studenti e genitori. Le domande devono essere presentate entro il 21 maggio. Non si tratterebbe di una scuola come quella delle lezioni durante l'anno. L'idea è quella di lavorare sulla socializzazione come via per l'apprendimento. Dovrebbero essere moduli formativi, laboratori, esperienze, anche all'aperto. Tutto su base volontaria. L'idea non sembra gradita al personale di ruolo.

Piano scuola estate, com'è strutturato

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Le Istituzioni scolastiche, in ragione della valutazione dei percorsi formativi, potranno proporre iniziative di orientamento; attività laboratoriali; approfondimenti per la conoscenza del territorio e delle tradizioni delle realtà locali, l'incontro con "mondi esterni", delle professioni o del terzo settore, promuovendo stili cooperativi degli studenti, soprattutto quelli più esposti al rischio dispersione. Il coinvolgimento degli stessi studenti nella progettazione ne favorirebbe la responsabilizzazione. Ed ancora, nello specifico, per la scuola primaria hanno la abilità di base in Italiano e Matematica e, per la scuola secondaria di I grado, sugli apprendimenti di Italiano, Matematica e Lingua Inglese.

Per le scuole del secondo ciclo, le iniziative accennate per il primo ciclo si rendono ulteriormente necessarie, ovviamente declinate in relazione alla diversa classe di età. Esempi di azioni attivabili sono: "Summer School" e stage; gruppi di apprendimento con tutoraggio di pari, di studenti universitari, di esperti o docenti; imprese simulate; simulazione di processi e situazioni complesse anche con l'utilizzo di software dedicati. Le iniziative della II Fase puntano a consentire agli studenti di riprendere contatti con la realtà educativa e al contempo recuperare le competenze relazionali, con particolare attenzione agli studenti in condizione di fragilità. In questa fase, le scuole potranno coinvolgere enti e organizzazioni del territorio ricorrendo ai Patti educativi di comunità. Per le attività motorie e sportive, potrebbero essere realizzati contesti sportivi scolastici, con la collaborazione degli Organismi sportivi affiliati al Coni e al Cip, anche in prosecuzione di progetti già avviati.

La fase III (quella di settembre per intenderci) accompagna gli studenti alla partenza del nuovo anno scolastico, mediante contatti personali e riflessioni, incoraggiati e sostenuti per affrontare la prossima esperienza scolastica. Si possono a tale fine ipotizzare, ad esempio, attività laboratoriali o momenti di ascolto, anche avvalendosi di collaborazioni esterne per sportelli informativi tematici o di supporto psicologico o, nel caso di materie afferenti specificatamente all'inclusione, potenziando ad esempio il ruolo dei CTS e di sportelli ad hoc.

Piano scuola estate, interventi e competenze

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Interventi per la riduzione della dispersione scolastica e per il successo scolastico degli studenti riguardano: Educazione motoria, sport, gioco didattico; musica e canto; arte, scrittura creativa, teatro, educazione alla legalità e ai diritti umani, educazione alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni, laboratorio creativo e artigianale per la valorizzazione dei beni comuni. Per quanto riguarda l'elenco delle competenze di base si hanno:

- Competenza alfabetica funzionale (potenziamento della lingua italiana, scrittura creativa, comunicazione, etc.)

- Competenza multilinguistica (potenziamento della lingua straniera, delle lingue classiche, etc.)

- Competenza in Scienze, Tecnologie, Ingegneria e Matematica (STEM) (potenziamento in matematica, scienze, tecnologia, etc.)

- Competenza digitale (potenziamento delle competenze digitali e di informatica, coding e robotica, tinkering e making, media education, etc.)

- Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare (potenziamento di storia e geografia,

potenziamento sulle competenze trasversali e l'orientamento, competenze di vita (life skills), etc.)

-Competenza in materia di cittadinanza (educazione alla sostenibilità ambientale, alla legalità, alla cittadinanza attiva, laboratori di service learning, debate, hackathon, etc.)

- Competenza imprenditoriale (educazione all'imprenditorialità, potenziamento delle attività di laboratorio professionalizzanti, etc.)

- Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale (educazione all'arte, al teatro, al cinema, alla musica, educazione motoria e sportiva, etc.)

L'avviso raccomanda inoltre il coinvolgimento nelle attività didattiche e formative di studentesse e studenti in condizioni di particolare fragilità, favorendone l'inclusione e la partecipazione attiva.

Fondi e compensi

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Il piano poggerebbe su fondi da 150 milioni dal Decreto Sostegni da distribuire in base al numero di alunni. A questa cifra si sommerebbero altri 320 milioni dai Pon, programmi operativi nazionali per l'istruzione che sono utilizzabili in particolare in aree con maggiori disuguaglianze economiche e sociali. Si possono usare fino al 2022 per fare della scuola d'estate un ponte verso il nuovo anno scolastico. Da calcolare il compenso che andrà a docenti e personale scolastico con la possibilità di aprire al terzo settore, ma per molte scuole un'organizzazione in tempi così brevi non è fattibile. Il consenso di personale Ata e docenti è su base volontaria.

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Foto: 123rf.com
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