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Scuola: via libera ai cellulari, ecco il decalogo del Miur

I dieci punti per l'uso didattico dello smartphone in classe messi a punti dal gruppo di lavoro del ministero
ragazzi con cellulare a scuola

di Redazione - Via libera ai cellulari in classe. E per il loro corretto utilizzo, il Miur ha pubblicato anche un decalogo, messo a punto dal gruppo di lavoro istituito ad hoc e presentato nel corso di Futura, la tre giorni dedicata al Piano Nazionale Scuola Digitale che si chiude stasera a Bologna.

Futura: le novitÓ per la scuola

"L'innovazione Ŕ decisiva per governare il cambiamento. ╚ una sfida che non si vince semplicemente acquistando tecnologia o introducendo nuovi contenuti o obiettivi formativi. Si vince sviluppando spirito critico e responsabilitÓ ľ e - puntando sulle competenze" ha detto la Ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, intervenendo nel corso dell'evento, annunciando le varie novitÓ. Tra queste si segnala, l'avvio da lunedý del curriculum di educazione civica digitale, lo stanziamento di 25 milioni da destinare alla formazione dei docenti, l'ingresso del pensiero computazionale nelle Indicazioni Nazionali. E, infine, la presentazione dei risultati sull'uso dei device personali a scuola, dei quali Ŕ stato anticipato un decalogo di sintesi che sarÓ inviato alle istituzioni scolastiche, insieme al documento completo realizzato dagli esperti, "dopo una fase di ulteriore confronto, allargando la discussione con chi poi deve realizzare il cambiamento". "Non Ŕ compito del Ministero o della scuola decidere se i device sono bene o male, ma lo Ŕ insegnare ad usarli nel modo pi¨ utile e corretto" ha chiarito ancora la Fedeli, ribadendo, in ogni caso, che "resta proibito, come stabilito dalla circolare del 2007 dell'allora Ministro Fioroni, l'uso personale di ogni tipo di dispositivo in classe, durante le lezioni, se non condiviso con i docenti a fini didattici".

Il decalogo sugli smartphone a scuola (sotto allegato in pdf):

1. Ogni novitÓ comporta cambiamenti

Ogni cambiamento deve servire per migliorare l'apprendimento e il benessere delle studentesse e degli studenti e pi¨ in generale dell'intera comunitÓ scolastica.

2. I cambiamenti non vanno rifiutati, ma compresi e utilizzati per il raggiungimento dei propri scopi

Bisogna insegnare a usare bene e integrare nella didattica quotidiana i dispositivi, anche attraverso una loro regolamentazione. Proibire l'uso dei dispositivi a scuola non Ŕ la soluzione. A questo proposito ogni scuola adotta una Politica di Uso Accettabile (PUA) delle tecnologie digitali.

3. La scuola promuove le condizioni strutturali per l'uso delle tecnologie digitali

Fornisce, per quanto possibile, i necessari servizi e l'indispensabile connettivitÓ, favorendo un uso responsabile dei dispositivi personali (BYOD). Le tecnologie digitali sono uno dei modi per sostenere il rinnovamento della scuola.

4. La scuola accoglie e promuove lo sviluppo del digitale nella didattica

La presenza delle tecnologie digitali costituisce una sfida e un'opportunitÓ per la didattica e per la cultura scolastica. Dirigenti e insegnanti attivi in questi campi sono il motore dell'innovazione. Occorre coinvolgere l'intera comunitÓ scolastica anche attraverso la formazione e lo sviluppo professionale.

5. I dispositivi devono essere un mezzo, non un fine

╚ la didattica che guida l'uso competente e responsabile dei dispositivi. Non basta sviluppare le abilitÓ tecniche, ma occorre sostenere lo sviluppo di una capacitÓ critica e creativa.

6. L'uso dei dispositivi promuove l'autonomia delle studentesse e degli studenti

╚ in atto una graduale transizione verso situazioni di apprendimento che valorizzano lo spirito d'iniziativa e la responsabilitÓ di studentesse e gli studenti. Bisogna sostenere un approccio consapevole al digitale nonchŔ la capacitÓ d'uso critico delle fonti di informazione, anche in vista di un apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

7. Il digitale nella didattica Ŕ una scelta: sta ai docenti introdurla e condurla in classe

L'uso dei dispositivi in aula, siano essi analogici o digitali, Ŕ promosso dai docenti, nei modi e nei tempi che ritengono pi¨ opportuni.

8. Il digitale trasforma gli ambienti di apprendimento

Le possibilitÓ di apprendere sono ampliate, sia per la frequentazione di ambienti digitali e condivisi, sia per l'accesso alle informazioni, e grazie alla connessione continua con la classe. Occorre regolamentare le modalitÓ e i tempi dell'uso e del non uso, anche per imparare a riconoscere e a mantenere separate le dimensioni del privato e del pubblico.

9. Rafforzare la comunitÓ scolastica e l'alleanza educativa con le famiglie

╚ necessario che l'alleanza educativa tra scuola e famiglia si estenda alle questioni relative all'uso dei dispositivi personali. Le tecnologie digitali devono essere funzionali a questa collaborazione. Lo scopo condiviso Ŕ promuovere la crescita di cittadini autonomi e responsabili.

10. Educare alla cittadinanza digitale Ŕ un dovere per la scuola

Formare i futuri cittadini della societÓ della conoscenza significa educare alla partecipazione responsabile, all'uso critico delle tecnologie, alla consapevolezza e alla costruzione delle proprie competenze in un mondo sempre pi¨ connesso.

Decalogo Cellulari Miur
(20/01/2018 - Redazione) Foto: 123rf.com
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