A pensarci per primi sono stati i giudici amministrativi con la "Delibera sull'uso dei mezzi di comunicazione elettronica e dei social media"
bilancia toga sentenza martello

Magistrati amministrativi e social media, le linee guida

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Magistrati sui sociali sì, ma secondo alcune accortezze. A pensarci per primi sono stati i giudici amministrativi con un vademecum "Delibera sull'uso dei mezzi di comunicazione elettronica e dei social media da parte dei magistrati amministrativi" del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (in allegato). Dieci punti delle linee guida da seguire. Un provvedimento che parte da alcune premesse: in primis dal fatto che, per quanto riguarda l'utilizzo dei social media da parte dei giudici amministrativi si deve tenere conto di un «bilanciamento tra le prerogative del singolo magistrato, sia nella propria funzione, sia come cittadino, ed i doveri connessi alla propria appartenenza istituzionale ed al proprio status».

Magistrati e social media, i comportamenti

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Per le regole da seguire, nello specifico, l'uso dei social media - si legge «deve avvenire in maniera tale da garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di tutti i consociati, nonché da salvaguardare la dignità, l'integrità, l'imparzialità e l'indipendenza del singolo magistrato, della magistratura amministrativa e delle istituzioni che la rappresentano. I magistrati amministrativi adottano elevati parametri di continenza espressiva, utilizzando un linguaggio adeguato e prudente rispetto a tutte le interazioni in essere sulle piattaforme di social media, nonché con riferimento al rischio della perdita di controllo del o dei contenuti immessi ed alla tipologia di contenuto oggetto di pubblicazione e diffusione.

È precluso ai magistrati amministrativi comunicare con le parti, i loro rappresentanti o il pubblico in generale con riferimento a casi e controversie di propria competenza.

Ovviamente non potranno utilizzarli come strumento di pubblicità di proprie attività economiche extraistituzionali. Le amicizie e connessioni sono create o accettate on line da parte dei magistrati ammnistrativi nel rispetto dei principî generali di diligenza e precauzione.

Magistrati e social media, formazione e privacy

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Quindi i giudici magistrati amministrativi potranno nella vita privata usare i social, anche attraverso pseudonimi, sempre che l'uso di uno pseudonimo non costituisca un espediente per porre in essere comportamenti illeciti.

Riguardo al capitolo social, i magistrati amministrativi hanno il diritto ed il dovere di ricevere una formazione specifica relativa ai vantaggi e ai rischi derivanti dall'utilizzo dei social media; da qui la previsione di informazioni «nelle forme più idonee ed efficaci, iniziative di aggiornamento e formazione in materia».

I magistrati inoltre dovranno conoscere le impostazioni di sicurezza e privacy delle piattaforme di social media che utilizzano «consapevoli dei rischi e delle opportunità di condividere informazioni personali sui social media, con specifico riferimento alla pubblicazione di particolari categorie di dati personali quali quelli di geolocalizzazione».

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