Appena insediatosi il nuovo ministro si trova già di fronte ad importanti cambiamenti da vagliare: prescrizione e la riforma della giustizia

Giustizia, il primo scoglio del governo

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Marta Cartabia, presidente della Corte Costituzionale e nuovo ministro alla Giustizia, appena insediatasi si trova già di fronte ad importanti cambiamenti da vagliare che riguardano appunto la giustizia e non è escluso che sul tema la maggioranza crei un apposito tavolo. Cartabia intanto ha incontrato Alfonso Bonafede, un confronto di due ore nel quale l'ex ministro grillino ha illustrato i provvedimenti fermi in Parlamento e il suo piano di spesa dei quasi tre miliardi riservati al comparto giustizia, soprattutto per accelerare i processi, come previsto dal Recovery plan.

In primis il capitolo prescrizione e, più in generale, la riforma della giustizia. Il discorso sulla prescrizione si ferma. Si continuerà a discutere in commissione domani con gli emendamenti al decreto Milleproroghe. Ma non si voterà in attesa della fiducia al nuovo governo a Montecitorio il giorno dopo.

Primo passo, la prescrizione

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Proprio sulla prescrizione è forte l'attesa sulla presa di posizione del neo ministro, basterebbe questo per far scomparire gli emendamenti. La base, ossia il precedente, è rappresentato dall'ex guardasigilli che Alfonso Bonafede che voleva limitarla e da ministro della Giustizia l'ha fermata dopo il primo grado. L'altra sponda opposta invece è costituita da chi considera la prescrizione imprescindibile come garanzia di una giustizia giusta. Ricordiamo però che il prossimo 8 marzo scade il termine per presentare gli emendamenti al disegno di legge sul processo penale, la sede naturale in cui discutere di prescrizione. Potrebbe infatti non essere il decreto Milleproroghe la sede più opportuna per discutere di una questione così delicata.

La riforma della giustizia ed il placet dell'avvocatura

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Ma i nodi da sciogliere sono tanti: dalla riforma del Csm alla situazione nelle carceri dove presumibilmente la guardasigilli seguirà da un lato la linea politica concordata con Draghi, e dall'altro il metodo già applicato alla Consulta: cercare soluzioni che possano bilanciare tutti gli interessi sul piatto. Una cosa è certa la nomina a ministro della Giustizia di Cartabia incassa un coro di sì. Persino dall'Aiga che esprime «Piena soddisfazione» per la nomina e con l'augurio, forse, di ricevere più attenzione rispetto al predecessore. Per primo il Consiglio nazionale forense della presidente Maria Masi, formula gli auguri al neo ministro «con la certezza che saprà dare, con autorevolezza e competenza, un contributo essenziale per l'affermazione dei principi enunciati dalla nostra Carta costituzionale».


Foto: Di Presidenza della Repubblica, Attribution, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16530311
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