Dopo le tante disfunzioni l'Unione delle camere penali italiane scrive al ministero della giustizia e Capo Dipartimento dell'Amministrazione Giudiziaria
Vignetta raffigurante un processo penale

Sospensione dell'obbligo di utilizzo in via esclusiva del portale

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Troppe disfunzioni nel funzionamento del Portale del Processo Penale Telematico. Criticità che si traducono in un pregiudizio per l'esercizio del diritto di difesa. Per questo motivo, il presidente dell'Unione delle camere penali italiane, Gian Domenico Caiazza ha inviato una missiva indiziata al Capo Dipartimento dell'Amministrazione Giudiziaria, del personale e dei servizi e al ministero della Giustizia: «Finché non saranno risolte tutte le numerose problematiche che stiamo riscontrando, risulta indispensabile sospendere l'obbligo di utilizzo in via esclusiva del portale per il deposito degli atti».

Il malfunzionamento del portale

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Ed ecco che, a riprova della missiva, Caiazza presenta alcune situazioni tipo che si sono verificate.

Ad esempio «nei procedimenti in cui è già nominato prima della conclusione delle indagini o all'atto della notifica dello stesso, il difensore non risulta automaticamente autorizzato all'accesso dal Portale a quel determinato procedimento, senza peraltro che ciò comporti una sospensione dei termini processuali che scandiscono l'attività difensiva - e ancora - una volta effettuato il deposito della nomina sul portale, occorre attendere un riscontro - che in alcuni casi documentati non arriva nemmeno dopo settimane - per poter procedere con le attività difensive previste dell'art. 415 bis c.p.p.». Inoltre succede che il portale vada in blocco, con un rallentamento esasperante nel suo funzionamento, con conseguenze facilmente immaginabili nel caso di termini di imminente scadenza.

Portale Ppt facoltativo e non obbligatorio

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Caiazza si sofferma poi, non senza sconcerto, sul fatto «dell'emissione di decreti ministeriali ai quali di fatto si attribuisce forza normativa di fonte superiore -poiché derogatoria- rispetto alle norme del codice di procedura penale (Decreto 13 gennaio 2021 - Deposito di atti, documenti e istanze nella vigenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 - pubblicato in GU Serie Generale n.16 del 21-01-2021)». Per questi casi «Più che "potenziare il processo penale telematico" per decreto, andrebbero eliminati per legge tutti gli ostacoli all'esercizio del diritto di difesa che il Portale sta creando». Da qui la richiesta: «Riteniamo indifferibile la necessità di prevedere, mediante copertura di legge, un periodo congruo (di almeno un anno, a nostro avviso) nel quale l'utilizzo del Portale sia previsto come facoltà e non come obbligo, in attesa di veder risolte queste e le molte altre problematiche che i penalisti italiani stanno quotidianamente riscontrando nell'uso di uno strumento certamente prezioso, ma altrettanto certamente bisognevole di un adeguato periodo di rodaggio e di messa a regime, in costanza del quale non venga pregiudicato il normale esercizio del diritto di difesa».

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Foto: 123rf.com
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