Aggiornamenti dall'Osservatorio sui Conti Pubblici italiani sul fabbisogno finanziario nel 2021
parola debito circondata da catene

L'informativa Ocpi

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Dalla recente informativa dell'OCPI (Osservatorio sui Conti Pubblici italiani), il prolungamento dell'acquisto di titoli, da parte delle istituzioni europee e, in particolare, della BCE, finanzierà, probabilmente, il deficit dell'Italia nel 2021.
Il fabbisogno lordo di finanziamento, tra la somma del deficit e dei titoli di stato in scadenza, è stimato in circa 500 miliardi di euro, per cui circa il 50% circa dovrebbe essere coperto dalle istituzioni europee.
A fine 2021, la BCE, la Banca d'Italia e le altre istituzioni europee, dovrebbero detenere il debito pubblico italiano per 45 punti di PIL (prodotto interno lordo), valore in crescita rispetto ai 37 di fine 2020. La porzione in mano al mercato, calerà da 121 a 112 punti di PIL per cui, in termini di quote, quasi il 30% del debito italiano sarà in mano alla BCE, Banca d'Italia e altre istituzioni.

Le stime dell'OCPI

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Dalla Tavola 1, sotto riportata:
- 141 miliardi di euro di deficit (circa l'8% del PIL). Il Documento di Economia e Finanza - Nadef 2020, prevedeva un deficit al 7%, ma con il perdurare delle chiusure e la minaccia di una terza ondata prima dell'arrivo dei vaccini, una crescita reale del PIL al 6%, parrebbe troppo ottimistica. Le entrate potrebbero essere inferiori al previsto e unitamente a qualche nuova misura di ristoro, porterebbe il deficit attorno all'8% di PIL;
- 357 miliardi di euro, costituiti da titoli in scadenza da rimborsare e sempre che non vi siano altre emissioni di titoli, per esempio, per finanziare un aumento delle riserve di tesoreria.
Di tutto ciò, la BCE, potrebbe acquistare titoli italiani per circa 211 miliardi di euro.
Ipotizzando che questi 500 miliardi siano utilizzati nei 9 mesi in cui è stata prevista l'estensione del programma PEPP (Programma di acquisto per l'emergenza pandemica) e prevedendo una ripartizione mensile uniforme in questo periodo, 333 miliardi sarebbero destinati a copertura del secondo semestre 2021 a cui aggiungere 240 miliardi di prolungamento del programma APP (Asset Purchase Programme) per i 12 mesi del 2021.
"Ora, dal totale dell'APP e del PEPP, si devono escludere le risorse destinate all'acquisto di titoli pubblici sovranazionali (es. titoli emessi dalla Banca Centrale degli Investimenti) pari al 10 per cento e le risorse destinate ai titoli privati: per l'APP la quota indicativa è del 20 per cento, mentre per il PEPP è del 10 per cento. Infine, ripartendo le risorse destinate ai titoli pubblici per la quota spettante all'Italia, il 17 per cento, si prevede che la BCE dovrebbe comprare 158 miliardi di titoli pubblici italiani a fine 2021…"

Il programma Next Generation EU

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Le altre risorse europee per il 2021, provenienti dal Next Generation EU, valgono complessivamente 25 miliardi di euro, di cui 14 a fondo perduto e 11 di prestiti. Inoltre, vista la forte opposizione di natura politica verso il MES sanitario (36 miliardi), queste somme non sono state considerate nel conteggio.
Complessivamente, quindi, le istituzioni europee fornirebbero risorse per 236 miliardi (=211+25), coprendo il 47% del fabbisogno lordo di finanziamento. Al mercato, invece, saranno richiesti circa 262 miliardi, pari al 53% circa.

Tavola 1

Figura 1
Assibot
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Foto: 123rf.com
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