Diversi i nodi da sciogliere, dall'arrivo dei nuovi banchi, ai trasporti al rifiuto dei docenti di sottoporsi ai test sierologici
conto alla rovescia con gessetti sulla lavagna

Scuola, ok delle regioni alle linee guida

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Tra Governo e Regioni c'è l'intesa sul documento "Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia", predisposto dall'Istituto superiore di sanità, ministero della Salute, ministero dell'Istruzione e Inail. In questo senso, le linee guida, vengono destinate agli istituti scolastici per la gestione dei casi di bambini con segni/sintomi Covid-19 correlati e per la preparazione, il monitoraggio e la risposta a potenziali focolai da Covid-19 collegati all'ambito scolastico e dei servizi educativi dell'infanzia attraverso modalità basate su evidenze e buone pratiche di sanità pubblica. Si tratta di indicazioni operative condivise per evitare frammentazione e disomogeneità. Ma il capitolo scuola porta con sé diverse nodi da sciogliere.

I nuovi banchi

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È partita nei giorni scorsi la distribuzione dei primi banchi monoposto previsti dal bando del commissario Arcuri. I presidi scolastici saranno forniti da 11 aziende, 7 italiane e 4 straniere, provenienti dall'Ue. Secondo Arcuri: è prevista una prima tranche entro l'8 settembre, una seconda ai primi di ottobre e l'ultima entro il 31 ottobre.

Le mascherine

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Come stabilito dal Comitato tecnico scientifico è confermato nelle scuole l'utilizzo della mascherina anche quando si è seduti al banco quando non è possibile il distanziamento di un metro. Ogni deroga sarà comunque consentita per un periodo limitato di tempo e nel frattempo dovranno essere adottate il prima possibile soluzioni per garantire il distanziamento prescritto. Per chi ha meno di 6 anni è già previsto che non si debba utilizzarla.

Misurazione temperatura corporea

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Sempre secondo il Comitato non è necessaria la rilevazione della temperatura corporea all'ingresso né per gli alunni, né per il personale, ma non potrà accedere alla scuola chi manifesta sintomatologia respiratoria o temperatura corporea oltre i 37,5°C.

Test sierologici al personale scolastico

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Per quanto riguarda i test sierologici al personale scolastico la somministrazione è già stata avviata dal 24 agosto scorso e accompagnata dalle denunce della mancanza di kit per i medici di famiglia, che avrebbero dovuto somministrarli. Ma sottoporsi al test è facoltativo. Secondo gli addetti ai lavori, invece, avrebbe dovuto essere obbligatorio. L campagna di screening riguarda 2 milioni di lavoratori della scuola, tra docenti e non, che dal 24 agosto al 7 settembre possono sottoporsi volontariamente e gratuitamente al test sierologico per il coronavirus. Il problema è che, soprattutto al Sud, i medici di base non sono disposti a fare i test sierologici, quindi chi vuole sottoporsi al test dovrà farlo a pagamento, in istituti privati.

Chi risulta positivo al test, deve rimanere in isolamento volontario in attesa del tampone, seguendo la procedura del Ministero della Salute. Sono tanti, al momento, gli insegnanti che non si presenteranno dal medico di base o all'Asl, a seconda delle disposizioni regionali.

Il rebus trasporti

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In alto mare la situazione che riguarda i trasporti scolastici. Il Cts è inflessibile sulla questione del distanziamento. Al momento per accedere allo scuolabus serve la mascherina, che va indossata per tutto il viaggio. La temperatura va misurata da casa. All'interno dello scuolabus bisogna rispettare il metro di distanza. Ma si cerca una mediazione con le Regioni per arrivare a una capienza degli scuolabus almeno al 70-80%. Un'idea potrebbe essere l'adozione a bordo di separatori morbidi in regola con le prescrizioni di sicurezza (soluzione non disponibile a breve e non potrà applicarsi a metro e bus) e la differenziazione degli orari di apertura e di chiusura delle scuole, per distribuire i flussi di accesso. Presa in considerazione, ma molto criticata, una definizione più ampia del concetto dei congiunti, estesa anche a compagni di classe per evitare il problema del metro di distanza.

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Foto: 123rf.com
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