Il d.p.c.m. 28/04/2017 impone alla Rai di assicurare la ricevibilità del segnale senza costi, anche distribuendo gratis le schede di decrittazione

Rai: concessione del servizio pubblico TV

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Come noto, la Rai - Radiotelevisione italiana S.p.A. è l'esclusiva titolare dell'esercizio del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sull'intero territorio nazionale.

Tale titolarità le deriva, attualmente, dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2017, per una durata decennale decorrente dalla data del 30 aprile 2017.

Ricevibilità gratuita del segnale Rai

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Il d.p.c.m., a fronte dell'affidamento in concessione del predetto servizio pubblico, pone in capo alla Rai una serie di obblighi da rispettare e di oneri da porre in essere, tra i quali se ne segnala uno che non tutti conoscono: quello, sancito dall'articolo 3 comma 1 lettera a), di garantire la diffusione di tutti i contenuti audiovisivi di pubblico servizio assicurando la ricevibilità gratuita del segnale a tutta la popolazione via etere o, quando ciò non sia possibile, via cavo e via satellite. Affinché tale obbligo sia correttamente adempiuto, il d.p.c.m. specifica poi che, se l'accesso alla programmazione necessita di una scheda di decrittazione, la Rai è tenuta a fornirla agli utenti senza costi aggiuntivi.

Smart card Tivùsat

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La prescrizione posta dall'articolo 3 del decreto del 2017 sembra obbligare la Rai a consegnare in maniera gratuita ai cittadini le smart card Tivusat. Queste, invece, attualmente costano almeno 80 euro e le sole tessere non meno di 50 euro.

Nel 2010 era iniziata, in effetti, la distribuzione gratuita delle tessere, con il pagamento del solo costo materiale delle stesse e dei costi di spedizione per un totale complessivo di non più di una ventina di euro, distribuzione che, tuttavia, si è ben presto arrestata con il venir meno dell'obbligo della Rai di promuovere la diffusione della piattaforma satellitare alternativa al digitale terrestre.

I nuovi standard del digitale terrestre

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Ben presto, tuttavia, molti italiani potrebbero trovarsi costretti a cambiare apparecchio televisivo in vista dell'imminente passaggio al nuovo standard del digitale terrestre DVB-T2, con la conseguenza che la problematica del pagamento della smart card Tivusat è destinata a diventare di interesse per migliaia di famiglie.

Non resta quindi che attendere un provvedimento della Rai in proposito.


Si ringrazia Antonio Cannarella di Ascoli Piceno per la cortese segnalazione

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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