Le richieste dell'Aiga formulate al ministero della Giustizia ed al Consiglio nazionale forense per salvaguardare i giovani avvocati
avvocato con la sua borsa davanti al tribunale

Aiga, a salvaguardia dei praticanti

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La Consulta nazionale praticanti, in seno all'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) chiede formalmente la proroga dell'esonero dall'obbligo di partecipare alle udienze da parte dei praticanti attraverso l'emanazione di un decreto ministeriale ad hoc. Il provvedimento dovrà servire a prorogare il termine previsto dall'art. 6 comma 3 Dl 22/2020, in modo da «consentire a tutti i Praticanti Avvocati di poter serenamente completare i propri semestri di pratica senza ulteriori oneri su di essi gravanti». Le richieste sono state formulate in una lettera (in allegato) al Cnf e al ministero della Giustizia.

Le richieste dell'Aiga

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Il punto di partenza è l'impossibilità per molti praticanti del Paese di poter raggiungere il numero minimo di 20 udienze «obbligo ritornato in vigore a seguito della conclusione del periodo di sospensione delle udienze»

Una richiesta che, si chiarisce in premessa, è dovuta a due motivi. Da un lato la «situazione critica della mancata ripresa delle attività giudiziarie è stata oggetto della manifestazione organizzata l'11 giugno 2020 in Piazza Montecitorio a Roma, durante la quale il Presidente Avv. Antonio De Angelis ha spiegato che solo il 15% delle udienze era stato, sino a quel momento, regolarmente celebrato; a ciò si aggiunga che, nonostante la Circolare del Ministero della Giustizia del 12 giugno 2020, con la quale il Ministro della Giustizia ha stabilito nuove misure per consentire l'ordinaria ripresa delle attività giudiziarie, auspicandone la ripartenza per il mese di luglio 2020, la situazione rimane pressoché invariata, a fronte dei rinvii d'ufficio già operati in massa.

La sospensione feriale

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A tutto questo ciò si aggiunga l'imminente sospensione feriale di agosto che «renderà, nell'attuale contesto emergenziale, ancora più complicato l'assolvimento di tale obbligo per il praticante». E infine c'è la situazione d'incertezza ancora diffusa nei tribunali che ha determinato «l'adozione dei più disparati provvedimenti da parte dei coa, alcuni dei quali vanno imponendo inusuali attività aggiuntive al praticante per supplire al problema delle 20 udienze». Da qui la lettera e le domande formulate al ministero e al Cnf.

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Foto: 123rf.com
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