In arrivo la legge che prevede maggiori tutele per i sanitari che subiscono aggressioni fisiche e verbali
donna medico che dice stop a violenza

In arrivo la legge che tutela medici, infermieri e ausiliari

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Dovrebbe diventare legge entro la fine di luglio il ddl a cui sita lavorando da più di anno per proteggere dalle aggressioni fisiche e verbali chi lavora nella sanità. Fenomeni che, dopo la "pausa" da Coronavirus, riprendono con forza. Il testo (sotto allegato), che contiene le "Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni", è stato presentato dal Ministro della Salute Grillo e approvato nel settembre 2019. Nel maggio 2020 è stato modificato dalla Camera e l'8 luglio si è concluso l'esame da parte della Commissione Igiene e Sanità.

Ma cosa prevede il testo in sintesi? Il ddl n. 867-B, composto da 10 articoli, prevede:
  • l'istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie;
  • la promozione di iniziative finalizzate a promuovere il rispetto per le professioni sanitarie per progetti di comunicazione istituzionale;
  • la modifica dell'art 583 quater c.p, che punisce le lesioni gravi o gravissime commesse in danno di un pubblico ufficiale estendendo le stesse pene a chi le cagiona a chi opera in ambito sanitario;
  • misure di prevenzione attraverso piani per la sicurezza delle strutture in cui opera il personale sanitario, finalizzate alla stipula di protocolli operativi con le forze di polizia, per garantire il loro intervento tempestivo;
  • l'istituzione, con data ancora da stabilire, di una Giornata nazionale dedicata all'educazione e alla prevenzione della violenza contro gli operatori socio sanitari;
  • una sanzione amministrativa minima di 500 e massima di 5000 euro per punire chi tiene condotte moleste, violente e ingiuriose nei confronti di chi svolge una professione sanitaria, salvo che il fatto costituisca reato. Fatta questa veloce carrellata, vediamo singolarmente le misure più significative.

Nasce l'Osservatorio nazionale per la sicurezza dei sanitari

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Presso il Ministero della salute viene istituito l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie costituito per metà da rappresentanti donne e con la presenza dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, delle regioni, di un rappresentante dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), di rappresentanti dei Ministeri dell'interno, difesa, giustizia, lavoro, politiche sociali, ordini professionali interessati, organizzazioni di settore, associazioni di pazienti e di un rappresentante dell'Inail. A un decreto il compito di definire le modalità con cui l'Osservatorio deve riferire ai Ministeri interessati i risultati della sua attività. La partecipazione a questo organismo è gratuita.

All'Osservatorio il compito di monitorare gli episodi di violenza e gli eventi sentinella, promuovere studi e analisi per formulare proposte, controllare l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione incentivando il ricorso alla videosorveglianza, caldeggiare la diffusione delle prassi positive in materia di sicurezza anche attraverso il lavoro di equipe e dare impulso a corsi di formazioni per gestire al meglio i conflitti.

L'Osservatorio analizza anche i dati regionali dei fenomeni di violenza contro i sanitari e li trasmette, tramite l'Agenas, ai Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente. Entro il 31 marzo di ogni anno il Ministero della Salute deve presentare alle Camere una relazione relativa all'attività svolta dall'Osservatorio nell'anno precedente.

Per medici e ausiliari stesse tutele previste per i pubblici ufficiali

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Dal punto di vista penale, i soggetti che provocano lesioni gravi o gravissime ai medici o al personale ausiliario sono sottoposti alle stesse pene previste per chi commette il reato contro un pubblico ufficiale: da quattro a dieci anni di reclusione per le lesioni gravi e da otto a sedici se le lesioni sono gravissime.

A tal fine all'art. 583 quater c.p si vuole aggiungere il comma seguente: "Le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell'esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, nell'esercizio o a causa di tali attività."

Agire contro un sanitario diventa un'aggravante

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Si interviene anche sull'art. 61 c.p, che disciplina le circostanze aggravanti comuni, prevedendo che costituisce aggravante comune dei reati commessi con violenza o minaccia agire in danno "degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nonché di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, a causa o nell'esercizio di tali professioni o attività." A tal fine si aggiunge all'art. 61 c.p il comma 11 ocites.

Procedibilità d'ufficio in caso di percosse

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Se in conseguenza del reato di percosse non deriva una malattia nel corpo o nella mente, chi è penalmente responsabile è punito a querela della persona offesa, a meno che non si renda responsabile di questo reato in danno di un soggetto che esercita una professione sanitaria o ausiliaria, come previsto dall'aggravante 11 octies dell'art, 61 c.p. In questo caso si procede d'ufficio.

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Scarica pdf DDL 867-B
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