Atti ex art. 415-bis, comma 3, c.p.p. depositati in via telematica sul Pdp. Capofila la Procura di Napoli sulle novità introdotte dalla prassi emergenziale al processo penale telematico
mano che digita simbolo mail

Deposito digitale atti difensivi nel procedimento penale

A partire dal prossimo giovedì 25 giugno 2020, presso la Procura di Napoli sarà possibile depositare memorie, documenti, richieste e istanze indicate dall'art. 415-bis, comma 3, del codice di procedura penale in via telematica attraverso il Portale deposito atti penali del ministero della Giustizia (Pdp).
Lo prevede il decreto del Ministero della Giustizia del 9 giugno 2020 (qui sotto allegato), pubblicato in G.U. n. 147 dell'11 giugno 2020, che ha dato avvio alla funzionalità dei servizi di comunicazione e deposito dei documenti informatici di cui all'articolo 83, comma 12-quater.1 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, per la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, prima ad aver aderito.

Deposito con modalità telematiche: le novità nel D.L. Cura Italia

È stato il D.L. 28/2020 a inserire all'art. 83 del D.L. Cura Italia (n. 18/2020) due nuovi commi per disciplinare, fino al 31 luglio 2020, il deposito con modalità telematiche di atti presso gli uffici del pubblico ministero.


Il decreto-legge, attualmente in fase di conversione, ha affidato al Ministero della giustizia la possibilità, con o più decreti di natura non regolamentare, di autorizzare singoli uffici del pubblico ministero che ne facciano richiesta, e che dispongano di servizi di comunicazione dei documenti informatici giudicati idonei dal ministero stesso, a prevedere il deposito con modalità telematica delle memorie, dei documenti, delle richieste e delle istanze che l'indagato può presentare alla procura ai sensi dell'articolo 415-bis, comma 3, del codice di procedura penale.
La norma precisa, inoltre, che del deposito dovrà essere rilasciata ricevuta di accettazione da parte dei sistemi ministeriali.
Proprio in attuazione di quanto disposto dal comma 12-quater.1, è stato emanato il D.M. 9 giugno 2020, con il quale il Ministero ha disposto l'avvio della funzionalità dei servizi di comunicazione e deposito dei documenti informatici per la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Attualmente la procedura e le modalità per effettuare il deposito telematico (che rimane facoltativo) e i requisiti degli atti sono indicati dal provvedimento 5477 del 12 maggio 2020 del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del ministero della Giustizia.

La prassi emergenziale

La Procura partenopea, infatti, è stata la prima ad aver aderito, ma è probabile che il suo esempio sia presto seguito anche da altre Procure. Nell'ultimo periodo, per tutelare il personale amministrativo (e non solo) ed evitare assembramenti negli uffici giudiziari, sono stati stipulati numerosi protocolli d'intesa, sia a livello locale che nazionale, che hanno di fatto sdoganato una "digitalizzazione" degli atti difensivi dopo l'avviso di conclusione delle indagini.
In via eccezionale, in diversi uffici è stata predisposta la possibilità di trasmettere in via telematica gli atti difensivi procedimentali inoltrandoli attraverso una PEC presso le cancellerie. In sostanza, è stata l'emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Coronavirus ad aver dato una spinta rilevante all'introduzione del deposito di alcuni atti sfruttando modalità telematiche, e ciò proprio per consentire il contingentamento degli accessi presso le cancellerie.
La giurisprudenza maggioritaria, pronunciatasi in diverse occasioni sull'argomento, ha mostrato sfavore verso la possibilità, per le parti private, di inviare alle cancellerie atti via PEC nel processo penale. L'uso di tale mezzo informatico di trasmissione non è stato ritenuto consentito quale forma di comunicazione e/o notificazione, stante la "preclusione alla adozione di forme di comunicazione non espressamente previste dalle disposizioni processuali" (cfr. Cass. Pen., n. 37126/2019).
Ma la prassi emergenziale emersa a causa dell'epidemia COVID-19 ha fortemente inciso sulla materia e, nonostante i tempi siano ancora poco maturi per parlare di processo penale telematico, i provvedimenti adottati, seppur in via "sperimentale" e temporanea, assieme ai protocolli sottoscritti da magistratura e avvocatura (compresa la stessa Cassazione con il CNF), rappresentano dei passaggi fondamentali nel percorso che dovrebbe condurre alla sua progressiva realizzazione e alla smaterializzazione del cartaceo.
Scarica pdf Ministero Giustizia D.M 9 giugno 2020
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Foto: 123rf.com
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