La Commissione Giustizia prepara il testo unificato del Ddl contro l'omofobia. Dura presa di posizione della CEI: "Inutile e rischia di aprire a derive liberticide"
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Ddl omofobia: la Camera al lavoro sul testo unificato

"Non serve una nuova legge sull'omofobia". Lo ha dichiarato la Conferenza Episcopale Italiana in una nota dello scorso 10 giugno, proprio mentre al Parlamento la maggioranza giallo-rossa ha trovato un raro punto d'accordo ed è al lavoro su un disegno di legge ad hoc per colmare un vuoto di tutela lasciato nel nostro ordinamento nei confronti della comunità LGBTQ+.
Leggi contro omofobia, bifobia e transfobia sono state approvate in diversi paesi e, negli anni, anche in Italia sono approdate alla Camera diverse proposte in materia, di cui tre presentate dagli esponenti del PD Alessandro Zan, Ivan Scalfarotto e Laura Boldrini, una quarta da Mario Perantoni (M5S), e una quinta da Giusi Bartolozzi (Forza Italia).
Un percorso che va avanti da tempo e che, quanto alla sua realizzazione effettiva, ha accumulato un ritardo notevole fino ad arrivare alle novità emerse nell'ultimo periodo: la Commissione Giustizia, infatti, si è messa al lavoro per elaborare un testo unificato volto a sintetizzare le proposte pervenute. Il provvedimento dovrebbe essere pronto già la prossima settimana per poi essere sottoposto all'attenzione dei deputati.

CEI: "Non serve una nuova legge, si rischia deriva liberticida"

E mentre la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sta lavorando su un testo unico contro i reati di omotransfobia, i Vescovi italiani non hanno mancato di esprimere il loro dissenso con una dura presa di posizione contro il provvedimento ritenuto.
Nella nota della Conferenza Episcopale si legge che "un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell'ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio".
Per quanto riguarda l'ambito dell'omotransfobia, secondo la CEI non vi sarebbe "alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l'urgenza di nuove disposizioni" e, addirittura "un'eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui - più che sanzionare la discriminazione - si finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione".
A titolo esemplificativo "sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma - e non la duplicazione della stessa figura - significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l'esercizio di critica e di dissenso".

Zan: "Nessuna limitazione della libertà di espressione"

"Sono molto sorpresa dalla reazione dei vescovi contro la legge sull'omotransfobia che stiamo discutendo in commissione. Affermare, come fanno i vescovi italiani, che esistono già adeguati presidi per contrastare questo fenomeno significa non voler prendere atto di una dura realtà di discriminazione nei confronti della quale noi sentiamo la responsabilità politica ed etica di intervenire' ha affermato Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia della Camera e deputata M5S.
Anche il relatore Alessandro Zan, deputato PD, si dice sorpreso delle critiche della Presidenza CEI alla legge contro l'omotransfobia, il cui testo unificato ancora non è stato depositato: "Lo ripeto per l'ennesima volta a scanso di fraintendimenti: non verrà esteso all'orientamento sessuale e all'identità di genere il reato di 'propaganda di idee' come oggi è previsto dall'art. 604 bis del codice penale per l'odio etnico e razziale. Dunque nessuna limitazione della libertà di espressione o censura o bavaglio come ho sentito dire in questi giorni a sproposito".

Cosa prevede il Ddl omotransfobia

"Il testo base contro l'omotransfobia che tra pochi giorni verrà adottato in Commissione Giustizia della Camera - spiega il relatore - interviene sui reati di istigazione a commettere atti discriminatori o violenti e sul compimento di quei medesimi atti per condotte motivate dal genere, dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere. E estende ai reati comuni commessi per le stesse ragioni l'aggravante prevista dall'articolo 604-ter".
Una conferma in tal senso sembra giungere dall'anteprima del testo di legge unificato (sotto allegata) pubblicata in queste ore dal quotidiano l'Espresso. Il d.d.l. mira a inserire "il genere, l'orientamento sessuale e l'identità di genere" nell'impianto normativo che a oggi tutela le discriminazioni, l'odio o la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi.
Oltre alle norme del codice penale, di tale ambito se ne occupa anche la Legge n. 654/1975, come modificata dal D.L. n. 122/1993 ("Legge Mancino"). Tuttavia, il d.d.l. resiste alle accuse di "imbavagliare" l'opinione pubblica, poiché non difenderebbe le persone LGBTQ, a differenza delle altre categorie, dalla"propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio" e dunque non "finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione, più che sanzionare la discriminazione" come dichiarato dalla CEI.

Le modifiche al codice penale

In pratica, secondo quanto emerge dall'anteprima del testo unificato, a seguito delle modifiche proposte, l'art. 604-bis continuerebbe a punire con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro, chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico.
I ritocchi alla norma che mirano a tutelare la comunità LGBTQ+, invece, prevedono che l'ordinamento penale reagisca nei confronti di chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione, oppure commette violenza o atti di provocazione alla violenza, per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi "o fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere".
Inoltre, sarebbero vietate le organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi fondati sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere.
Estesa anche l'aggravante di cui all'art. 604-ter c.p., con l'effetto di aumentare la pena fino alla metà per i reati (punibili con pena diversa dall'ergastolo) "commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale, religioso oppure fondati sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere" ovvero "al fine di agevolare l'attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità".

Condizione di particolare vulnerabilità

L'art. 90-quater c.p.p. prevede che la condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa possa essere desunta, oltre che dall'età e dallo stato di infermità o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto per cui si procede.
Il d.d.l. prevede che, per la valutazione della condizione, si terrà conto se il fatto risulta commesso con violenza alla persona o con odio razziale, "o fondato sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere".

Giornata nazionale contro l'omofobia e centri contro le discriminazioni

Il d.d.l. prevede anche di istituire, il 17 maggio, la giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, per promuovere la cultura del rispetto e dell'inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, in attuazione dei princìpi di uguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione.
Non si tratterebbe di una giornata festiva, ma di un'occasione per organizzare cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile, anche da parte delle amministrazioni pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado.
Inoltre, il d.d.l. mira a incrementare la dotazione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità al fine di finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere e per il sostegno delle vittime. Le risorse dovrebbero servire anche per istituire un programma per la realizzazione in tutto il territorio nazionale di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere.
Scarica pdf Disegno Legge Omofobia
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