Grazie al Recovery Fund, al nostro Paese spetta la quota più alta: 172,7 miliardi dall'Ue, dei quali 82 a fondo perduto
una clessidra fatta di monete

di Gabriella Lax - Sono in arrivo i miliardi dall'Europa. Finalmente, grazie al Recovery Fund, al nostro Paese spetta la quota più alta: 172,7 miliardi dall'Ue, dei quali quasi 82 a fondo perduto.

Dall'Europa 172,7 miliardi di euro

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Sarà l'Italia il paese maggior beneficiario con 172,7 miliardi dall'Ue; al secondo posto c'è la Spagna con 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti; mentre per la Francia ci saranno 38 miliardi di sole sovvenzioni. Queste le cifre del piano presentato all'Europarlamento dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. A fronte di queste somme (e delle necessarie e conseguenti riforme) il Paese è chiamato a restituire come contributore al futuro bilancio europeo (56 mld di euro), al netto di 26 miliardi di euro a fondo perduto. Da aggiungere poi prestiti Ue a tasso calmierato rispetto a quelli che l'Italia paga al mercato, emettendo Btp.

La proposta non è ancora operativa, servirà l'ok del Consiglio europeo e del Parlamento Ue.

Unione Europea, ecco come andranno spesi i fondi

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Ad accompagnare la proposta, la Commissione ha aggiunto quattro raccomandazioni specifiche.

Questo significa che l'Italia nell'elaborare il Piano per la ripresa da sottoporre a Bruxelles per l'approvazione e ottenere i fondi Ue dovrà quindi tenere presente:

- interventi sul sistema sanitario;

- interventi sul mondo del lavoro per garantire un'adeguata protezione dei lavoratori, in particolare gli atipici, ma anche mettendo in campo politiche attive; rafforzamento l'insegnamento e le competenze a distanza, incluse quelle digitali; applicazione delle misure che diano liquidità all'economia reale, incluse le pmi, le aziende innovative e gli autonomi, ed evitare i ritardi nei pagamenti.

Nello specifico servirà promuovere gli investimenti per la ripresa, con particolare riguardo alla linea green e alla digitalizzazione: energie pulite, ricerca e innovazione, trasporti pubblici sostenibili, gestione dei rifiuti, e rafforzamento dell'infrastruttura digitale.

Infine servirà migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e l'efficienza della pubblica amministrazione. Da tenere ben presenti campi come il turismo, l'automotive, i trasporti.

Sassoli: "In Europa sbarca la solidarietà"

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«Dal Consiglio non deve uscire una proposta inferiore a quella che è stata presentata dalla Commissione al Parlamento». È stato il commento del presidente dell'Europarlamento David Sassoli, come riferisce una nota stampa. «È come se fosse il D-Day europeo del 21° secolo, perché l'Europa ha scoperto la solidarietà e scommette su una politica comune per la rinascita dell'economia, per il sostegno ai cittadini e al lavoro, con uno sguardo ai prossimi anni ed all'eredità che lasceremo alle prossime generazioni».

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Foto: 123rf.com
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