In una nota dell'associazione i provvedimenti del decreto Rilancio in materia di sostegno alle imprese di pubblico esercizio
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di Gabriella Lax - Tavolini all'esterno di bar e ristoranti, Tosap e Cosap. A fare chiarezza ci pensa la nota d'indirizzo Anci (in allegato) relativa all'articolo 181 del decreto Rilancio, in materia di sostegno alle imprese di pubblico esercizio, che contiene l'esonero della Tosap e del Cosap.

Finalità del provvedimento

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Doppio l'obiettivo del provvedimento, chiarisce la nota dell'Anci: da un lato evidentemente di natura emergenziale, temporanea ed eccezionale, punta a favorire la ripresa delle attività economiche sospese; dall'altro si mantiene il rispetto delle misure di distanziamento connesse all'emergenza da coronavirus stabilite dal governo.

Decreto Rilancio, Cosap e Tosap

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Per quanto riguarda il Cosap (Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche), i comuni potranno disporre senza riserve esenzioni e riduzioni della Cosap in quanto si tratta di un'entrata di natura patrimoniale, anche per i mesi di marzo e aprile.

Per la Tosap (Tassa per l'occupazione del suolo pubblico) non sarà lo stesso, considerando che ha natura tributaria e quindi non può essere annullata senza un'espressa previsione legislativa. Nella nota, l'Anci specifica che «nulla osta a che il comune regolamenti una ragionevole riduzione della tassa commisurata ai mesi di chiusura antecedenti la decorrenza dell'esonero». Gli sconti Tosap dovranno essere deliberati dal consiglio comunale entro il termine per la chiusura del bilancio di previsione, slittato al 31 luglio.

L'autocertificazione

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Sono previste procedure semplificate con le quali i comuni potranno autorizzare bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, gastronomie, locali notturni, stabilimenti balneari ad ampliare le superfici esterne utilizzate per facilitare il distanziamento sociale, accettando una semplice domanda. All'istanza (da inoltrare al comune in via telematica) si dovrà allegare un'autocertificazione in cui gli esercenti dichiarano di non occupare spazi nella carreggiata stradale, di fare salvi i diritti dei terzi nonché di rispettare le norme comunali per l'occupazione di suolo pubblico e per la posa degli arredi. Alla domanda va allegata la planimetria della nuova occupazione o dell'ampliamento. Toccherà poi al comune effettuare controlli a campione.

L'obiettivo è che così le concessioni (nuove o ampliate) possano essere rilasciate «immediatamente o in tempi ridottissimi». Anche attraverso un semplice riscontro telematico della domanda, ovvero consentendo un'occupazione di urgenza a cui far seguire un provvedimento espresso con decorrenza dalla data di occupazione. L'Anci, oltre a ribadire che, come previsto dalla norma, non è previsto il pagamento dell'imposta di bollo sulla domanda (così come anche sul provvedimento finale concessorio) ricorda che, ai sensi del dl Rilancio, la posa in opera di strutture amovibili su vie, piazze, strade e altri spazi aperti non sarà subordinata alle autorizzazioni paesaggistiche e culturali. E non si applicheranno nemmeno i tempi stretti per rimuovere dehors, arredi, pedane, tavolini e ombrelloni (90 giorni dal venir meno della necessità che ne ha giustificato l'installazione).

Scarica pdf nota Anci
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