Un decreto del presidente della Consulta stabilisce che, nel corso dell'emergenza sanitaria, saranno possibili anche i collegamenti da remoto
Aula della Corte Costituzionale
di Gabriella Lax - Sarà la Corte costituzionale italiana una delle prime a ricorrere alle video-conferenze per le udienze pubbliche. Niente più rinvii quindi: a stabilirlo un decreto (in allegato) del presidente Marta Cartabia.

Consulta: le disposizioni fino al 30 giugno

Le disposizioni saranno valide a partire dal 5 maggio e fino al 30 giugno 2020, o comunque fino a nuovo provvedimento: In particolare la «deliberazione allo stato degli atti delle questioni fissate per le udienze pubbliche o, su richiesta di parte, previa discussione orale da remoto; modalità telematiche anche per le deliberazioni in camera di consiglio e per le altre riunioni dei giudici costituzionali». La misura è stata stabilita considerando l'«esperienza maturata nell'attuazione delle precedenti misure» e della «necessità di svilupparle ulteriormente». Il decreto, è stato adottato «su conforme deliberazione del Collegio riunitosi il 20 aprile e si inserisce nel solco di quelli precedentemente adottati il 12 e il 24 marzo, sostituendoli».

Consulta: le udienze pubbliche

Udienze pubbliche in videoconferenza. Si legge nel decreto, nello specifico, «Tenuto conto della sua autonomia e della specificità dei procedimenti che vengono sottoposti alla sua attenzione e valutazione», infatti, sono state messe a punto modalità di lavoro per cui «la partecipazione dei giudici alle camere di consiglio e alle udienze pubbliche può avvenire anche mediante collegamenti da remoto e il luogo da cui essi si collegano è considerato Camera di consiglio o Aula di udienza a tutti gli effetti di legge. La modalità di collegamento da remoto può essere adottata per ogni altra riunione della Corte e dei suoi giudici o organi interni».

Consulta, le cause in ruolo

Per quel che riguarda le cause in ruolo sono decise in base agli «atti depositati e brevi note aggiuntive, a meno che una delle parti ne chieda la discussione orale, che in tal caso si svolgerà con collegamento da remoto, secondo le modalità operative comunicate alle parti». Vengono decretati nel documento della Corte i termini entro i quali può essere chiesta la discussione da remoto o possono essere depositate brevi note aggiuntive, precisando anche che «le modalità indicate non si applicano ai casi di eccezionale gravità e urgenza, per i quali la presidente della Corte Costituzionale, sentito il Collegio, ravvisi la necessità di trattazione immediata in udienza pubblica, da svolgersi secondo modalità che rispettino le esigenze di sicurezza e di prevenzione».

Consulta, atti via pec e aggiornamenti online

Viene confermata la possibilità di trasmettere gli atti del processo mediante Pec all'indirizzo appositamente attivato. In ultimo, è specificato che le misure adottate saranno pubblicate sul sito online della Corte Costituzionale, mentre «la Cancelleria dà comunicazione del decreto alle parti dei giudizi pendenti e ne inserisce copia nei fascicoli processuali, sino a nuovo provvedimento». Per il resto continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti sulle limitazioni dell'accesso agli uffici e ai servizi della Corte Costituzionale; le modalità di lavoro agile per il personale; l'adozione a cura della Segreteria generale di misure di prevenzione e sicurezza per chi continua a prestare servizio in presenza, a palazzo della Consulta.

Scarica pdf Decreto Consulta 20 4 2020
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(24/04/2020 - Gabriella Lax)
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