Presto l'Esecutivo renderà noti i dettagli del programma che consentirà graduali riaperture, la ripresa delle attività e degli spostamenti, tenendo comunque sotto controllo la curva del contagio. Conte: "I motori del Paese devono riavviarsi"
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di Lucia Izzo - L'Italia si prepara a ripartire, gradualmente e con regole ben precise, per affrontare quella che è stata ribattezzata la "Fase 2" legata all'emergenza Coronavirus. Si tratta di un periodo di ripresa, che vedrà allentare i divieti e le limitazioni stabilite dal Governo per contrastare la diffusione del virus.

Per approfondimenti Fase 2: tutte le regole

La data prevista per iniziare ad assaporare una parvenza di normalità è fissata al 4 maggio 2020, a meno che l'aggravarsi di alcune situazioni non porti a ripensare in qualche modo l'approccio. Premettendo che l'inizio della "Fase 2" allo stato sembra essere imminente, i maggiori interrogativi riguardano le misure che verranno messe in atto, le nuove prescrizioni e gli obblighi che verranno imposte ai cittadini per scongiurare una "ricaduta".

Conte: "I motori del Paese devono riavviarsi"

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Nella giornata di ieri, 21 aprile 2020, in un'informativa al Parlamento, il Presidente Conte ha provato a fornire chiarimenti: "Si prospetta, adesso, davanti a noi, una fase, molto complessa. Dobbiamo procedere a un allentamento del regime attuale delle restrizioni che riguardano le attività produttive e commerciali, dobbiamo fare il possibile evidentemente per preservare l'integrità, l'efficienza del nostro tessuto produttivo".
"I motori del Paese devono riavviarsi - ha precisato il premier - ma questo riavvio deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato, articolato, che comporti una revisione dei modelli organizzativi di lavoro, delle modalità del trasporto pubblico ma anche privato e di tutte le attività connesse.
Con l'ausilio di un Comitato esperti di esperti, l'esecutivo sta dunque "elaborando un programma di progressive aperture che sia omogeneo su base nazionale, e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo però sotto controllo la curva del contagio" ha chiarito Conte.
Il piano terrà comunque conto delle peculiarità delle singole Regioni: probabile, dunque, un maggior "allentamento" in presenza di minori contagi e, viceversa, misure più strette laddove l'emergenza sia ancora alta. Su Facebook, Conte ha manifestato la volontà, entro fine settimana, di illustrare i dettagli relativi all'articolato programma che dovrebbe essere ragionevolmente applicato a partire dal prossimo 4 maggio.

Mascherine

Uno tra i maggiori dubbi per i cittadini riguarda l'uso delle mascherine in quanto nel piano elaborato dal Governo i dispositivi di protezione rivestiranno una fondamentale importanza. Lo conferma anche il premier Conte che, tra i punti della strategia elaborata da Palazzo Chigi, menziona anche quello volto a "mantenere e far rispettare, a tutti i livelli, le misure per il distanziamento sociale e promuovere l'utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale, fino a quando non saranno disponibili una specifica terapia e un vaccino".
Il problema, qualora le protezioni dovessero divenire obbligatorie quando si è fuori casa, magari in determinate situazioni (ad. es. nei negozi e nei supermercati oppure sul luogo di lavoro), è correlato anche all'ulteriore difficoltà di procacciarsele e ai costi che dovrebbero essere sostenuti dai cittadini. Una norma ad hoc nel prossimo decreto "aprile" potrebbe agire in tal senso prevedendo una sorta di prezzo "politico" per i modelli "base" (le mascherine chirurgiche) e deduzioni dal reddito per le spese d'acquisto.
Lo aveva già anticipato il Commissario straordinario Domenico Arcuri: "Presto fisseremo un prezzo massimo. Le vergognose speculazioni a cui abbiamo assistito non devono più ripetersi". La macchina messa in moto dal commissario Arcuri, inoltre, dovrebbe garantire la distribuzione dei dispositivi su base regionale affinché l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature medicali non sia più carente.

Distanziamento sociale

La "riapertura" dovrebbe, inoltre, poter consentire di nuovo ai cittadini di incontrare i propri cari e dedicarsi alle relazioni sociali. Ancora molti dubbi ruotano intorno alla questione del "distanziamento sociale". Se alcuni esponenti della comunità scientifica ritengono sufficiente che sia mantenuto il metro di distanza, per evitare il contagio, altri ritengono addirittura che debba essere ampliata (fino a 2 metri), soprattutto negli spazi chiusi dove c'è rischio di affollamento.
Il ministro della salute Roberto Speranza mira al mantenimento della distanza di 1 metro raccomandata dall'OMS, nelle situazioni a basso rischio, ad esempio all'aperto, per fare la fila davanti ai negozi, mentre il distanziamento potrebbe essere raddoppiato in casi particolari che dovessero richiederlo.
Sul punto, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha dichiarato: "Se si è in due basta alzare ognuno il braccio e rimanere a quella distanza, questo serve ad evitare rischi anche se ci si entra in contatto con persone positive".

Benessere, passeggiate e palestre

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La "Fase 2" segnerà anche il ritorno delle passeggiate e della corsa all'aperto, ovvero delle uscite anche in assenza di "comprovati motivi".
La sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa conferma: "Si comincia a uscire di casa per lavorare ma anche per vivere. Non sarebbe giusto imporre una condizione in cui siamo considerati solo lavoratori. Per questo sarà consentita all'inizio una attività motoria minima e certo anche di andare a cena con amici. Ma queste cene devono essere fatte in pochi e distanti uno dall'altro".
Oltre che per far visita ad amici e parenti, si dovrebbe dunque poter passeggiare, correre, fare attività fisica all'aperto anche lontano da casa, ma da soli o al massimo in coppia e sempre mantenendo la distanza richiesta dalla legge. Il Governo, infatti, non potrà sbilanciarsi troppo per non rischiare che la curva dei contagi torni a salire.
Il divieto di assembramento, sia al chiuso che all'aperto, non sarà probabilmente abolito. Anzi, tra i punti ancora in discussione figura anche l'idea di una misura "anti assembramento", pensata soprattutto per i giovani e i ragazzi e tesa a limitare gli incontri in gruppi di massimo tre persone.
Ancora nessun chiarimento in ordine alle attività delle palestre, ma è probabile che, quando sarà permessa la riapertura, vi saranno regole puntali da seguire: mantenere la distanza di sicurezza, provvedere a sanificare e a pulire le aree comuni e gli attrezzi. Per le lezioni di gruppo vi sarà ancora da attendere. Prescrizione analoghe saranno previste anche per tutti i luoghi destinati alla cura del corpo e al benessere (parrucchieri, barbieri, centro di estetica).

Ristoranti

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Ancora in dubbio le modalità di riapertura delle attività di ristorazione che saranno sicuramente rimandate a data da destinarsi affinché i locali siano messi in sicurezza. Al personale dovranno essere assicurati l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, mentre i clienti dovranno mantenere la distanza di sicurezza. Nel frattempo sarà probabilmente consentito continuare a svolgere l'attività di food delivery.

Scuola e didattica

La possibilità che si torni sui banchi di scuola a maggio è ormai sempre più improbabile. Lo ha già anticipato il Ministro dell'Istruzione, in attesa della decisione che verrà presa dall'esecutivo. Sarebbe infatti troppo rischioso e "rischierebbe di vanificare gli sforzi fatti". Per sostenere le famiglie si punta a estendere il congedo parentale e il bonus babysitter.
Sono allo studio, invece, ipotesi per evitare che a settembre ci si ritrovi aule troppe affollate. Azzolina si è detta "contraria all'idea di raddoppiare l'orario del personale scolastico". "Se sarà necessaria la didattica a distanza ci faremo trovare pronti. Oltre ai fondi già stanziati arriveranno presto altri 80 milioni" ha chiarito la Ministra, a cui non "piace l'idea di studenti con la mascherina a scuola".
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(22/04/2020 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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