I chiarimenti dell'Inps: permane lo strumento a sostegno dell'occupazione fino al termine dell'emergenza
reddito di cittadinanza

di Gabriella Lax - Aiuti per l'emergenza coronavirus e reddito cittadinanza non sono incompatibili. I chiarimenti dell'Inps nel messaggio 1608 del 14 aprile 2020 (in allegato) - dal titolo "Emergenza COVID-19. Articolo 34 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. Sospensione degli obblighi connessi alla fruizione del Reddito e della Pensione di Cittadinanza e del Reddito di Inclusione" - permane lo strumento a sostegno dell'occupazione fino al termine dell'emergenza.

Sospensione degli obblighi per RdC e ReI

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Sarà garantito anche nel periodo di lockdown il reddito di cittadinanza. L'Inps evidenzia che le variazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali che incidono sull'importo del beneficio non vanno comunicate fino alla ripresa di vita normale. Reddito e pensione di cittadinanza (Pdc) e reddito di inclusione (ReI), fino ad allora, saranno erogati senza soluzione di continuità negli importi già stabiliti.

Variazione del nucleo familiare

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L'Inps chiarisce che in caso di variazione del nucleo familiare rispetto a quanto dichiarato ai fini ISEE, i nuclei stessi sono ordinariamente tenuti a presentare una DSU aggiornata, entro due mesi dalla variazione, pena la decadenza dal beneficio.

Ad eccezione delle ipotesi in cui le variazioni consistano in nascite e decessi, in tutti gli altri casi la norma prevede anche l'ulteriore adempimento della presentazione di una nuova domanda, posto che la prestazione decade d'ufficio dal mese successivo a quello di presentazione dell'Isee aggiornata. Restano sospesi dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno i termini decadenziali previsti per la comunicazione della variazione del nucleo. Nel caso in cui la variazione del nucleo, nei termini sopra descritti, intervenga nel corso del periodo di sospensione, il termine decadenziale inizierà a decorrere al termine della sospensione stessa. Se la variazione è intervenuta prima del 23 febbraio 2020, il termine decadenziale deve intendersi sospeso e riprenderà a decorrere dal 1° giugno 2020, salvo eventuali proroghe.

Inps, i dati dell'Osservatorio

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Pubblicato l'Osservatorio sul Reddito di Cittadinanza con i dati, aggiornati all'8 aprile 2020, relativi ai nuclei percettori di Reddito e Pensione di Cittadinanza tra aprile 2019 e marzo 2020. Le domande pervenute, nel complesso, sono state 1.819.362, di queste: 228.517(68%) sono state accolte; 869 (6%) sono in lavorazione; 976 (26%) sono state respinte o cancellate.

Coronavirus, 155.000 famiglie decadute dal RdC

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Sono 155.000 le famiglie che pur avendo ottenuto il reddito di cittadinanza hanno successivamente perso il diritto alla prestazione. All'8 aprile 2020, secondo l'Istituto, 1,8 milioni di nuclei hanno presentato una domanda di Reddito o di Pensione di Cittadinanza: di queste oltre 1,2 milioni (68%) sono state accolte, 118 mila (6%) sono in lavorazione mentre 473 mila (26%) sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 ad oggi 155 mila nuclei sono decaduti dal diritto per cui il totale delle famiglie che percepiscono la prestazione è di 1,07 milioni. I motivi di decadenza sono la rinuncia del beneficiario (5% dei nuclei), la variazione della situazione reddituale del nucleo (4%), la variazione della composizione del nucleo ad eccezione di nascita e morte (30%) e infine la variazione congiunta della composizione e della situazione economica del nucleo (58%).

Scarica pdf Inps messaggio 1608 2020
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Foto: blog delle stelle
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