Importanti chiarimenti Inps sull'efficacia dei periodi di studio riscattati sul diritto alla pensione e sulla sua entità
cappello di laurea sopra pila di libri

di Annamaria Villafrate - Con la circolare n. 6/2020 (sotto allegata), l'Inps chiarisce che, chi ricorre al riscatto agevolato degli anni di studio universitario non vedrà valorizzati eventuali contributi anteriori alla presentazione della domanda per quanto riguarda la misura della pensione.

Il provvedimento nella parte finale contiene anche alcuni precisazioni per le lavoratrici che vogliono aderire a Opzione donna.

Riscatto laurea: incidenza sul quantum

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La circolare Inps contiene delle precisazioni importanti per coloro che vogliono riscattare il periodo del corso di laurea per finalità pensionistiche, con il metodo agevolato.

In pratica dal provvedimento emerge che il riscatto è un'operazione sempre valida e da prendere in considerazione per quanto riguarda il conseguimento diritto pensionistico. Chi sceglie infatti di ricorrere al riscatto agevolato della laurea ha la certezza di poter andare prima in pensione, di un numero di anni pari a quelli degli studi, anche quando il riscatto fa scattare il diritto prima ancora che venga presentata la relativa domanda.

Il discorso cambia quando si parla di importo della pensione. Questo perché i periodi compresi tra la decorrenza del diritto alla pensione e quelli della domanda di riscatto vengono determinati senza prendere in considerazione nel monetante contributivo del soggetto, i contributi del periodo riscattato.

Efficacia giuridica ab origine

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La circolare riconosce l'efficacia giuridica ab origine, nel senso che i contributi riscattati vengono considerati come se fossero stati versati effettivamente nel periodo riscattato, come riconosciuto anche dalla ormai risalente circolare n. 12 del 1996 e dalla Cassazione in relazione agli oneri determinati con le modalità di calcolo della riserva matematica. Del resto l'efficacia retroattiva è un effetto naturale di tutti i riscatti, sia quelli in cui deve essere applicato il sistema di calcolo retributivo che quelli soggetti al criterio contributivo, salvi i limiti che emergono dalla normativa in materia.

Il quadro già complesso del riscatto è stato infatti "complicato" dalla legge n. 4/2019 che ha previsto un nuovo criterio più economico per riscattare la laurea per i periodi da valorizzare con l metodi di calcolo contributivo. In questo caso, spiega l'Inps: "i periodi oggetto di riscatto in argomento saranno considerati nella loro collocazione temporale, esplicando effetti giuridici come se fossero stati tempestivamente acquisiti alla posizione assicurativa dell'interessato."

Chi riscatta la pensione quindi con il criterio a percentuale è possibile che acquisisca il diritto al trattamento calcolato con sistema contributivo o misto prima della data di riscatto. In questo caso va da se che, se da una parte il riscatto permette di andare in pensione prima della relativa domanda, non è detto che la misura della pensione ne risenta in positivo. Come chiarisce l'Inps "i contributi relativi al periodo riscattato potranno avere effetti sulla misura dei ratei di pensione maturati a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda di riscatto."

Opzione donna

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L'Inps chiarisce poi che chi aderisce a "opzione donna" può fare domanda di riscatto agevolato chiedendo "che l'onere di riscatto dei periodi, che in assenza dell'opzione in parola sarebbe stato determinato con il sistema della riserva matematica, sia determinato secondo il criterio del calcolo a percentuale." La domanda di riscatto però, in questo caso, deve essere presentata con quella di pensionamento e dell'opzione. Le stesse possibilità sono previste anche per le lavoratrici che si avvalgono della "facoltà di computo" per avere una pensione liquidata solo con il criterio contributivo nella gestione separata Inps.

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Scarica pdf circolare Inps n. 6/2020
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(25/01/2020 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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