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Riforma processo civile: niente negoziazione per le cause di lavoro

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La riforma del processo civile taglia l'estensione della negoziazione alla materia lavoristica e riduce il campo di applicazione delle adr
avvocato deluso mostra pollice verso il basso

di Valeria Zeppilli - La negoziazione assistita, con la riforma del processo civile, avrebbe dovuto avere una spinta in più, con la sua estensione anche alle controversie in materia di lavoro. Invece non è stato così: il disegno di legge di recente approvato, infatti, ha stralciato tale previsione, determinando sin da subito numerose proteste da parte degli addetti ai lavori.

  • 1. Niente negoziazione in materia di lavoro: le proteste
  • 2. Via la negoziazione per la circolazione stradale
  • 3. Mediazione impoverita
  • Niente negoziazione in materia di lavoro: le proteste

    A lamentarsi è stata, innanzitutto, l'AGI - Associazione dei giuslavoristi italiani, che ha sottolineato che, a seguito della bocciatura, gli accordi raggiunti tra le parti con l'assistenza degli avvocati non potranno fregiarsi dell'indispensabile requisito della definitività se non continuando a passare al vaglio delle commissioni di conciliazione in sede sindacale o amministrativa.

    E si tratta di un'osservazione che deve far riflettere, perché rende evidente che il raggiungimento di un compromesso non riceverà alcuna agevolazione, ma resterà un obiettivo che non tutti reputano vantaggioso.

    Probabilmente anche per questa ragione, per l'OCF - Organismo congressuale forense la scelta di non includere le controversie in materia di lavoro nell'ambito della negoziazione, in contrasto con i costanti proclami, è da considerarsi addirittura "inaccettabile".

    Via la negoziazione per la circolazione stradale

    Oltretutto, il ddl non si è limitato a non estendere il perimetro della negoziazione, ma lo ha addirittura ristretto, escludendo il ricorso obbligatorio a tale procedimento per il settore della circolazione stradale.

    In caso di sinistro non liquidato o non sufficientemente liquidato dall'assicurazione, insomma, non sarà più necessario tentare un accordo con l'avvocato della Compagnia, ma si potrà adire direttamente il giudice, con tutte le conseguenze che ne derivano sul lavoro degli uffici giudiziari, considerato il rilevante numero delle controversie relative alla circolazione.

    Mediazione impoverita

    Le predette scelte, peraltro, rientrano in un disegno più ampio di impoverimento delle procedure per la risoluzione delle controversie alternative al contenzioso processuale.

    Infatti, il ddl non solo ha deciso di non estendere la negoziazione assistita, ma ha anche notevolmente ridimensionato la casistica per la quale è richiesto il ricorso alla mediazione obbligatoria, che non riguarderà più due settori importanti, quali quello della contrattualistica bancaria, finanziaria e assicurativa e quello della responsabilità medica. Il ricorso obbligatorio alla mediazione, in ogni caso, è stato esteso alle controversie aventi a oggetto il contratto di mandato e i rapporti di mediazione.

    Leggi anche Riforma del processo civile: ok del Governo

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(10/12/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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