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Arriva il conto corrente di Google

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Il progetto Cache è un servizio del motore di ricerca Google che consentirà ai clienti di aprire un conto corrente
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di Gabriella Lax - Tra le mille attività in atto è pronto a muoversi verso il mondo della finanza Google che, dal prossimo anno, avrà il suo conto corrente dal nome "Cache".

  1. Google inaugura "Cache"
  2. Google Pay
  3. Le mosse nel mercato finanziario degli altri colossi

Google inaugura "Cache"

Ma di cosa si tratta? È partito da poco e sarà operativo nei primi mesi del 2020 il progetto Cache, un servizio del motore di ricerca che consentirà ai clienti di aprire un conto corrente. Sarà Citigroup inizialmente a gestire i conti corrente. A rilanciare la notizia è stato il Wall Street Journal che ha intervistato il direttore generale Caesar Sengupta, il quale ha rimarcato che il progetto non avrà a che fare con i dati degli utenti, ma avrà l'obiettivo di migliorare qualità e quantità di operazioni finanziarie che gli utenti della rete possono fare online.

Google Pay

Google però ha già un suo servizio di pagamento online che si chiama Google Pay che è sbarcata circa un anno fa nel nostro Paese. Grazie a Google Pay è possibile sincronizzare le proprie carte di credito e debito con l'account personale Google. In modo da fare acquisti on line e, soprattutto, pagare direttamente con il proprio telefonino. E proprio grazie a questo servizio le transizioni avverrebbero comunque attraverso l'app dedicata ai pagamenti digitali di Google, in maniera tale da accrescerne enormemente il suo stesso utilizzo.

Le mosse nel mercato finanziario degli altri colossi

Ma Google è solo l'ultimo dei grandi colossi del web pronto a mettere piede nel mondo della finanza: ci ha già pensato Facebook desideroso di immettere nel mercato "Libra", la moneta virtuale ancorata a un paniere di beni e valute, basata su tecnologia blockchain e gestita da una ventina di società private. E poi c'è Amazon a voler far sponda con le banche per offrire i suoi clienti conti corrente, come vorrebbe fare appunto Google. E Apple, tra l'altro bacchettata e accusata di sessismo per i diversi plafond di uomini e donne.

(15/11/2019 - Gabriella Lax)
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