La perdita di chance rischia di gravare il medico di un obbligo di risultato, punendolo anche quando il risultato positivo era comunque insperabile
medico con mani in testa per senso di colpa e stetoscopio

di Valeria Zeppilli - La perdita di chance può verificarsi nell'ambito della responsabilità medica? E se sì, in quali ipotesi?

Le risposte, almeno in parte, arrivano dalla Corte di cassazione, che si è confrontata con la questione nella sentenza numero 26303/2019 (sotto allegata).

La maggiore sofferenza fisica non è perdita di chance

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Innanzitutto, in tale pronuncia la Corte ha chiarito che se l'inadempimento della prestazione professionale da parte del medico ha determinato in capo al paziente una maggiore sofferenza fisica o morale, in tal caso non si ricade nell'ipotesi della perdita di chance, quanto piuttosto in quelle del danno biologico e del danno non patrimoniale.

A venire in rilievo, infatti, è la ridotta capacita relazionale del soggetto e, quindi, una perdita effettiva e non "una mera "possibilità di facere" perduta".

La perdita di chance non è un bonus

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Del resto, non è possibile considerare la perdita di chances un'ipotesi di danno risarcibile bypassando la prova della relazione tra la condotta lesiva e il danno. In caso contrario, infatti, l'obbligazione del contratto d'opera professionale gravante in capo al medico si trasformerebbe, in maniera inammissibile, in una obbligazione di risultato, che renderebbe automatico l'insorgere di un danno conseguenza parametrato alla perdita potenziale di guarigione o di miglioramento della salute.

In altre parole, si correrebbe il rischio di liquidare sempre - in presenza di negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza delle leges artis - un danno derivante dalla mancata possibilità di ottenere un risultato positivo che, in concreto, non avrebbe potuto essere raggiunto neanche con un'esatta esecuzione della prestazione sanitaria.

La perdita di chance è configurabile nella responsabilità medica?

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Nella pronuncia in commento, la Corte di cassazione sembra quindi mettere seriamente in dubbio la possibilità che la perdita di chances, nell'ambito della responsabilità sanitaria, possa svolgere nel nostro ordinamento la funzione che svolge negli ordinamenti di civil law, ovverosia quella di mitigare le conseguenze del principio "all or nothing".

Del resto, con essa l'attore può davvero essere esonerato dall'obbligo di fornire la prova certa dell'imputabilità del danno alla salute esclusivamente alla condotta medica?

Scarica pdf sentenza Cassazione numero 26303/2019
Vedi anche:
La raccolta di articoli in materia di responsabilità medica
La Guida Legale sulla responsabilità medica
Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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