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L'Europa va verso il salario minimo

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La lotta dell'Ue nei confronti delle diseguaglianze passa da salario minimo, diritti dei lavoratori, trasparenza nelle retribuzioni e garanzie contro la povertà infantile
uomo triste con bollette in mano e salario magro

di Gabriella Lax - Salario minimo, diritti dei lavoratori, trasparenza nelle retribuzioni e garanzie contro la povertà infantile: queste le richieste fatte dal Parlamento europeo per riuscire ad avere una azione più forte contro le diseguaglianze.

  • 1. Verso il salario minimo europeo, la spinta di Dombrovskis
  • 2. Il tasso di disoccupazione ha toccato il minimo storico
  • 3. Diseguaglianze: le richieste dei deputati
  • Verso il salario minimo europeo, la spinta di Dombrovskis

    Da un lato c'è il candidato vicepresidente responsabile per l'Economia, Valdis Dombrovskis che riprende uno dei temi cari al Movimento 5 Stelle e si impegna ad ottenere «Il salario minimo europeo nei primi 100 giorni», dall'altro ci sono le richieste, sullo stesso fronte, dei parlamentari europei. Quella del salario minimo, infatti, è solo una delle proposte contenute nella relazione annuale su occupazione e politiche sociali, approvata dal Parlamento europeo con 422 voti favorevoli, 131 contrari e 101 astensioni in questi giorni di plenaria.

    Secondo la relazione annuale su occupazione e politiche sociali la commissione, insieme agli Stati membri, dovrà rafforzare i diritti dei lavoratori con finanziamenti adeguati e proposte legislative.

    Il tasso di disoccupazione ha toccato il minimo storico

    Il punto di partenza sono i numeri: da un lato il tasso di disoccupazione nell'area euro ha toccato il minimo storico del 7,4% nell'agosto 2019, la disoccupazione giovanile rimane inaccettabilmente elevata e persistono grandi differenze socioeconomiche tra i paesi stessi dell'unione. Non sarà possibile dunque ridurre la povertà nel 2020, poiché nell'Unione restano ancora 113 milioni di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale.

    Diseguaglianze: le richieste dei deputati

    Come riferisce la nota del PE, la premessa è che, dal 2018, la commissione del PE per l'occupazione e gli affari sociali prepara una relazione annuale sull'occupazione e le politiche sociali, presentata al voto in plenaria prima che il Consiglio dei Ministri UE adotti le raccomandazioni per i paesi dell'area euro e sull'analisi annuale della crescita economica. L'esercizio annuale serve come contributo all'elaborazione di raccomandazioni specifiche per paese (RSI) nell'ambito del semestre europeo per l'anno successivo. Tra le richieste formulate:

    a) proposte legislative per istituire un salario minimo a livello UE e un fondo per la concessione di prestiti ai regimi nazionali di assicurazione contro la disoccupazione, da attivare in caso di grave crisi economica;

    b) un'iniziativa coordinata dall'UE per rafforzare i diritti sociali dei lavoratori delle piattaforme digitali e porre fine agli abusi attuali;

    c) una direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni per colmare la differenza del 16%, a livello UE, nelle retribuzioni fra uomo e donna:

    d) infine, una garanzia UE per i minori, per combattere la povertà infantile e per dare la priorità alla lotta contro la disoccupazione giovanile e a quella di lunga durata.

(12/10/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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