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Paradisi fiscali sono sempre meno, fuori anche la Svizzera

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Ecofin ha stabilito che Svizzera, Emirati Arabi, Costa Rica, Albania, Mauritius e Serbia debbano uscire dalla lista dei paradisi fiscali dell'Ue
uomo in paradiso fiscale circondato da polizia

di Gabriella Lax - In nessun libro, film o indagine saranno più citati i famosi "conti in Svizzera", alludendo alla possibilità di mantenere danaro fuori dalle normali regole di tassazione. Tra liste nere e liste grigie sono sempre meno i paradisi fiscali.

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  1. Ecofin e la lista nera
  2. Sempre meno paradisi fiscali
  3. La Svizzera non è più un'oasi fiscale felice

Ecofin e la lista nera

A stabilirlo a Lussemburgo è stato il Consiglio "Economia e finanza" (Ecofin) responsabile della politica dell'UE in tre settori principali: politica economica, questioni relative alla fiscalità e regolamentazione dei servizi finanziari. Nessuna chance dunque per chi non rispetta le regole. La lista grigia delle giurisdizioni non cooperative comprende Stati (attualmente 33) non ancora in regola con gli standard Ocse. La lista nera per adesso comprende nove giurisdizioni non cooperative: Samoa americane, Belize, Figi, Guam, Oman, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini degli Stati Uniti e Vanuatu. Durante l'ultima riunione di Ecofin è stato trattato il tema dell'antiriciclaggio. Nello specifico, della volontà di creare un organismo europeo di vigilanza che sia indipendente e abbia poteri decisionali in materia.

Sempre meno paradisi fiscali

Ecofin ha stabilito che Svizzera, Emirati Arabi, Costa Rica, Albania, Mauritius e Serbia debbano uscire dalla lista dei paradisi fiscali dell'Ue, in relazione al fatto che hanno rispettato tutti gli impegni in materia di cooperazione fiscale.

Infine, rimosse dalla lista delle giurisdizioni non cooperative sul fisco gli Emirati Arabi e le Isole Marshall. Emirati Arabi Uniti e Isole Marshall hanno approvato le riforme necessarie per onorare gli impegni assunti al fine di migliorare entro la fine del 2018 il loro quadro politico in materia fiscale, introducendo requisiti relativi all'attività economica effettiva. Attualmente gli Emirati, rimossi dalla lista dei paradisi fiscali, sono ora conformi a tutti gli impegni in materia di cooperazione fiscale e possono essere rimossi dalla lista. Le isole Marshall passano dalla lista nera quella grigia per gli impegni del paese in materia di scambio di informazioni su richiesta continuano a essere monitorati dal Gruppo Codice di condotta del Consiglio in attesa dei risultati della revisione del forum globale dell'Ocse sulla trasparenza e lo scambio di informazioni. Albania, Costa Rica, Maurizio, Serbia e Svizzera hanno attuato in anticipo rispetto al termine stabilito tutte le riforme necessarie per conformarsi ai principi di buona governance fiscale Ue. Nove giurisdizioni continuano a figurare nella lista delle giurisdizioni non cooperative (loista nera): Samoa americane, Belize, Figi, Guam, Oman, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini degli Stati Uniti e Vanuatu.

La Svizzera non è più un'oasi fiscale felice

E dunque tra i paradisi fiscali non sarà più contemplata la Svizzera, rimossa dalla cosiddetta lista grigia. Una decisione attesa, dal momento che già a metà settembre i gruppi di esperti dell'Unione avevano raccomandato di eliminare la Svizzera dalla lista destinata agli Stati che avevano promesso di apportare alcune modifiche a livello fiscale. Berna dispone ora di un sistema fiscale compatibile con le norme dell'Ocse e dell'Ue. La riforma fiscale entrerà in vigore il primo gennaio 2020.

(12/10/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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