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Avvocati penalisti in sciopero il 9 luglio

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Tra i motivi dell'astensione far conoscere alla comunità dei giuristi la drammatica situazione nelle strutture carcerarie in Italia. Prevista una manifestazione a Napoli, al palazzo di Giustizia
Carcerato dietro le sbarre

di Gabriella Lax - Far conoscere alla comunità dei giuristi, e al resto del Paese, la drammatica situazione nelle strutture carcerarie in Italia. Per questo motivo il prossimo 9 luglio 2019 gli avvocati penalisti si asterranno dalle udienze penali.

Sciopero degli avvocati penalisti

A stabilirlo è stata la Giunta dell'Unione delle Cameri Penali Italiane, con delibera del 20 giugno (sotto allegata), che ha proclamato l'astensione dalle udienze penali per il giorno 9 luglio 2019, convocando per lo stesso giorno una manifestazione nazionale a Napoli, nel Palazzo di Giustizia.

«L'esecuzione penale in Italia - si legge nella delibera - ha imboccato una strada buia e senza uscita, costellata da sistematiche violazioni dei diritti umani. L'attuale Governo dimostra uno stato confusionale e distruttivo sui temi della detenzione che desta allarme e preoccupazione, perché in totale contrasto con i principi costituzionali e con le più elementari regole di un Paese civile». Nello specifico «Alla decisione politica di sminuire, attraverso l'emanazione dei decreti delegati, la portata della Legge delega di riforma dell'ordinamento penitenziario varata nella precedente legislatura è corrisposta l'introduzione di nuove ostatività (c.d. Spazzacorrotti) e l'inasprimento irrazionale delle pene (decreto sicurezza e decreto sicurezza bis, voto di scambio)».

I dati statistici del Ministero della Giustizia riportati mettono i brividi e fanno riflettere: quasi tutti gli istituti penitenziari presentano un sovraffollamento oltre il livello di guardia. La media nazionale, in continuo aumento, sfiora il 130%. Un solo medico di base ogni 315 detenuti invece di un medico ogni 150. Piante organiche del tutto insufficienti con solo 930 assistenti sociali e 999 educatori per circa 60.000 detenuti. «Sono cifre allarmanti che denunciano la materiale impossibilità di assicurare quel trattamento individualizzato che deve consentire il reinserimento sociale del condannato. Un sistema tutto incentrato sul reato e non sulla persona, come se dentro le carceri non vi fosse un essere umano, ma solo un'astratta fattispecie di reato» precisa la delibera.


L'obiettivo è dunque «metter mano ad una serie di iniziative in grado di umanizzare la pena e di riportare l'esecuzione penale nella legalità costituzionale come ci viene richiesto anche dalle giurisdizioni sovranazionali» e facendo leva questa tematica, l'Unione invita tutti gli avvocati all'astensione ed al dibattito in ogni sede sulla grave e drammatica situazione delle carceri.

Scarica pdf delibera Ucpi 20 giugno 2019
(26/06/2019 - Gabriella Lax)
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