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Con queste lauree si trova lavoro

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Il primato a laureati in ingegneria, economia-statistica e professioni sanitarie. Meno efficaci le lauree dei gruppi giuridico, letterario, geo-biologico e psicologico
cappello di laurea sopra pila di libri

di Gabriella Lax - Finiti gli esami di maturità per gli studenti italiani si aprono le porte degli atenei. Scelte fondamentali per il futuro in un paese che si posiziona al penultimo nella Ue come numero di laureati nella fascia d'età 30-34 anni.

Le lauree per trovare lavoro

Il primato a laureati in ingegneria, economia-statistica e professioni sanitarie. Penalizzate in classifica le lauree dei gruppi giuridico, letterario, geo-biologico e psicologico. Questi i dati che riporta il sole 24 Ore. In generale ci sono 4.854 lauree (+2% rispetto al 2018/19), di cui 2.293 di primo livello, 2.221 di secondo livello e 340 a ciclo unico. Dato positivo che non si registrava da prima della crisi è che il numero delle matricole continua a salire anche nel 2018/2019 quando, secondo un dato ancora provvisorio, hanno superato le 298mila unità.

Per quanto riguarda le proposte ai futuri studenti sono aumentano quelle in inglese e i double degree (i programmi di laurea convenzionati tra due o più atenei internazionali) e aumenta il filtro all'ingresso, con il numero programmato che riguarda ormai il 44% dei corsi di laurea (2.139 rispetto ai 1.991 dello scorso anno).

Se si guardano le aree disciplinari svettano i corsi relativi alle professioni sanitarie (circa 600), quelli di scienze economico-aziendali (163), ingegneria industriale (137), scienze dell'economia e della gestione aziendale (127), ingegneria dell'informazione (103). A seguire gli altri: biologia a psicologia, giurisprudenza, medicina.

Dati rilevanti arrivano da Almalaurea, in primis, lavorano di più dei diplomati: 78,7% contro 65,7 e, cosa di non poco conto, guadagnano il 38,5% in più. Ma dai numeri del consorzio universitario con sede a Bologna emerge che, tra i laureati del 2013 fotografati a 5 anni dal titolo, quelli meglio occupati sono i laureati in ingegneria, economia-statistica e professioni sanitarie: tutti sopra all'89% (contro una media dell'85,6%). Laddove resta in affanno chi ha un titolo dei gruppi giuridico, letterario, geo-biologico e psicologico (tutti al di sotto dell'80%). Per quanto riguarda i laureati magistrali a ciclo unico, censiti sempre a 5 anni, in testa troviamo i medici con il 92,4%: quasi il 16% in più dei giuristi. Bonus in più sono le esperienze lavorative durante il corso di studi migliorano le chance occupazionali future del 39 per cento; quelle informatiche +25,1%; mentre ritorno in termini di appeal sul mercato del lavoro della partecipazione all'Erasmus o a un altro programma di scambio supera il 12 per cento.

(27/06/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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