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Debitori: il conto corrente rimane il bene più pignorabile

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Secondo il Rapporto DebtScreening 2019 di Abbrevia, per i crediti insoluti, quasi 1 impresa su 2 non è più operativa in fase pre-giudiziale e il conto corrente resta il bene più pignorabile
parola amministrazione scritta su un fascicolo

di Gabriella Lax - Per i crediti insoluti, quasi 1 impresa su 2 non è più operativa in fase pre-giudiziale e il conto corrente, tra i privati, resta il bene più pignorabile. A riferirlo è il rapporto DebtScreening, l'analisi statistica realizzata da Abbrevia sui dati relativi ai soggetti debitori nell'anno 2018, giunta ormai alla sesta edizione.

Crediti insoluti, il DebtScreening 2019 di Abbrevia

Il lavoro fatto nel report (sotto allegato) mette insieme una serie di informazioni commerciali ottenute grazie alla collaborazione con realtà di differenti settori. Vengono presi a campione rintracci e ricerche anagrafico/patrimoniali sviluppate su debitori insolventi all'interno del territorio nazionale per l'anno 2018.

Lo studio, realizzato da Abbrevia, si compone di due parti: una prima sezione prende in esame il debitore persona fisica e le sue caratteristiche demografiche e patrimoniali; la seconda sezione analizza le imprese debitrici dal punto visuale anagrafico e giuridico e della capacità patrimoniale di risanare il proprio debito. I dati, trattati in maniera totalmente anonima, consentono di stabilire, statisticamente, le caratteristiche dei crediti insoluti all'interno del mercato italiano e profilare il debitore tipo e la sua evoluzione negli anni.

Il debitore persona fisica è, dal punto di vista demografico, uomo (68%) tra i 35 ed i 54 anni (54%). Riguardo gli aspetti legati alla professione circa il 75% risulta avere un'occupazione, tenendo in considerazione i pensionati come percettori di un reddito e quindi occupati per l'obiettivo dell'analisi; leggere differenze tra Nord e Sud. In ottica di recupero del credito 1 debitore su 2 possiede un reddito da dipendente o da pensione mentre il 43% risulta essere esponente in un'impresa. Dal punto di vista patrimoniale il bene più facilmente individuabile per la fase di pignoramento è il conto corrente (72% dei debitori), a seguire veicoli (65%) e proprietà immobiliari con il 46%.

Guardando invece alle imprese debitrici si nota che le forme giuridiche più ricorrenti sono le S.r.l. che costituiscono il 48% del campione, invece per l'anzianità solo 1 su 10 appartiene alla classe delle neocostituite (da 0 a 3 anni di attività). Riguardo al settore di appartenenza il 21% del campione è specializzato nel commercio al dettaglio; altri settori notevolmente a rischio sono il settore edile ed il comparto HoReCa (15% e 10% sul totale). Altro elemento importante è quello degli eventi negativi che vengono riscontrati nel 51% dei casi, suddivisi tra protesti, pregiudizievoli e procedure concorsuali. Rileva inoltre l'operatività delle imprese debitrici al momento dell'affido che mostra un 44% di imprese ormai non più operative. L'analisi degli aspetti patrimoniali è stata effettuata considerando lo stato di operatività dell'impresa che influisce sulla percentuale di beni patrimoniali intestati. Si va dal 38% di immobili intestati sulle imprese operative contro il 18% di quelle non operative; medesime differenze per i veicoli (65% vs 38%) e per il conto corrente (85% vs 36%). Questo gap tra le due categorie di imprese sottolinea l'importanza di gestire in maniera rapida il proprio portafoglio crediti e la relativa difficolta nella gestione ed il recupero giudiziale degli NPL con anzianità elevata.


Scarica pdf Debtscreening Abbrevia
(08/04/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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