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Ragazzo "effeminato", revoca dell'assegnamento ai servizi sociali

Torna a casa il giovane collocato in una comunità psichiatrica lontano dai suoi cari perché ritenuto "troppo effeminato"
volto mezzo uomo mezzo donna concetto trans

di Gabriella Lax - Era stato tolto ai genitori perché "troppo effeminato". Così aveva stabilito un provvedimento del Tribunale dei Minori di Venezia che ha sospeso la potestà ai genitori di un ragazzino tredicenne di Padova. Adesso il ragazzino, allora tredicenne, può tornare a casa.

La vicenda

Il caso aveva destato sdegno e sollevato discussioni poiché ragazzo padovano, secondo i Servizi Sociali di Piazzola sul Brenta e il Tribunale per i minorenni di Venezia, avrebbe dovuto essere collocato in una comunità psichiatrica lontano dai suoi cari poiché ritenuto "troppo effeminato".

Leggi Ragazzo tolto alla famiglia perchè troppo effeminato

Revoca affidamento servizi sociali

Ora, a dare notizia della revoca dell'assegnamento ai servizi sociali in un tweet è l'avvocato di famiglia Francesco Miraglia, che scrive «Ragazzo effeminato: la Corte di Appello di Venezia ha deciso. Revocato l'affidamento ai servizi sociali, restituita piena responsabilità alla mamma. Grande grande soddisfazione».

Sulla vicenda interviene il Ccdu (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani) che spiega: «Siamo lieti di apprendere che oggi questo ragazzo è finalmente libero da qualsiasi ingerenza psichiatrica coercitiva nella sua vita. Queste violazioni dei diritti dei bambini non devono più succedere. Ci auguriamo che vengano intraprese delle azioni ispettive per sanzionare o correggere chi ha sbagliato: la psicologa che avrebbe minacciato di chiamare l'ambulanza per farlo portare via con la forza i Servizi Sociali e il CTU che hanno richiesto di obbligarlo a seguire un iter psichiatrico per curare un disturbo della personalità e d'identificazione sessuale causato dal suo carattere ritenuto effeminato e disorientato dal contesto femminile con cui vive; il Tribunale per i minorenni di Venezia che, di fatto, ha autorizzato un trattamento sanitario obbligatorio a tempo indeterminato contro la volontà del ragazzo e della famiglia, sostenendo che "il lavoro terapeutico non risulta possibile nel contesto familiare attuale in quanto non vi sono genitori in grado di sostenere attivamente una psicoterapia del ragazzo"».

Ma non finisce qui: sulla vicenda il Ccdu chiederà l'intervento del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, del governatore del Veneto, Luca Zaia, dell'assessore ai Servizi Sociali, Manuela Lanzarin». A sostegno delle violazioni del caso del ragazzo padovano, il Ccdu segnala le "Osservazioni conclusive del febbraio 2019", dell Comitato dei Diritti del Fanciullo (CRC) presso le Nazioni Unite che ha raccomandato all'Italia di: «Garantire che la rimozione di bambini dalla famiglia, compresi quelli con disabilità, sia consentita in ogni singolo caso solo dopo un'attenta valutazione del suo migliore interesse, e che sia efficacemente monitorata».

(13/03/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com

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