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Vietato pubblicare foto dei figli su Facebook: il modello di Mantova

I giudici del Tribunale di Mantova, su impulso del legale Camilla Signorini, inseriscono il divieto della pubblicazione delle immagini dei figli minori sui social in un modello per le conclusioni congiunte
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di Gabriella Lax - Niente più foto dei figli minori sui social. Il prezioso precedente arriva dai giudici del Tribunale di Mantova (quelli che si occupano delle separazioni, divorzi e regime di affidamento di figli naturali da coppie non sposate) che hanno diffuso, attraverso un comunicato del consiglio dell'ordine degli avvocati di Mantova, un nuovo modello per le conclusioni congiunte che gli avvocati redigono negli affari di diritto di famiglia.

In tale modello, al punto n.4, su impulso dell'Avvocato Camilla Signorini, è stato inserito il «divieto di pubblicare le foto dei figli sul profilo Facebook, nonché su ogni altro social network, provvedendosi alla immediata rimozione di quelle esistenti».


  1. Dal Tribunale di Mantova il modello con il divieto di pubblicare foto dei figli su Facebook
  2. Avvocato Signorini, com'è arrivata a questo importante provvedimento sulla baby web reputation?
  3. Pensa che il modello di Mantova possa trovare seguito altrove?
  4. La sua lotta non si ferma, quale sarà il prossimo obiettivo?

Dal Tribunale di Mantova il modello con il divieto di pubblicare foto dei figli su Facebook

«I giudici oggi hanno ripristinato importanti binari di rispetto dei diritti dei bambini». Così commenta a StudioCataldi.it l'importante vittoria l'avvocato Camilla Signorini, che da anni si batte per la baby web reputation.

«Una vittoria per tutti i bambini» chiarisce lo stesso legale. «Anni fa ho sottoposto il problema ai magistrati mantovani ottenendo le inibitorie e i provvedimenti urgenti di divieto di pubblicazione (leggi Niente foto dei figli su Facebook: accordo dei genitori davanti al giudice). Oggi il testo esatto da me inserito negli accordi diventa un modello per tutti gli avvocati mantovani, così come deciso dai magistrati».

Avvocato Signorini, com'è arrivata a questo importante provvedimento sulla baby web reputation?

«È una battaglia cominciata da anni sui social, insieme alla Polizia Postale nella campagna #pensaprimadipostare e sono anni che combatto per ottenere questo risultato. Ho iniziato a inserire il divieto di pubblicazione delle foto dei figli sui social nelle condizioni di separazione, di affidamento dei figli della coppie fuori dal matrimonio perché così mi si chiedeva di fare. Finora, nei casi di pubblicazione delle foto, avevo ottenuto diverse inibitorie dai giudici per l'eliminazione delle foto dai social, fino a che, ieri, ho letto questa comunicazione in cui i magistrati di Mantova divulgano il modello delle conclusioni congiunte che gli avvocati sono chiamati a redigere quando vadano a trattare davanti a questi stessi magistrati le questioni relative all'affidamento dei figli minori, ed ho trovato scritto il punto relativo al divieto a cui tenevo. Un risultato importantissimo che significa che, d'ora in avanti il tribunale di Mantova, nel trattare questi affari di diritto di famiglia, dove sono presenti i figli minori, darà per scontato che esiste questo divieto e gli avvocati, nel predisporre le conclusioni dovranno inserire il punto relativo al divieto di pubblicazione sui social».

Pensa che il modello di Mantova possa trovare seguito altrove?

«I bambini di Mantova sono molto fortunati e la mia speranza è che questo modello sia seguito da altri tribunali d'Italia. Era il miglior risultato a cui potevo aspirare perché le norme di diritto privato a tutela della vita privata dei minori già esistono, c'è l'articolo 10 del codice civile, la legislazione sulla privacy, il regolamento europeo e la Convenzione di New York sui diritti dell'infanzia del 1989. I magistrati sono intervenuti in questo modo perché, in un'epoca in cui le social mamme ne combinano di tutti i colori, serviva un'azione concreta, fattuale e procedurale che possa davvero incidere sulla regolamentazione della vita privata dei minori».

La sua lotta non si ferma, quale sarà il prossimo obiettivo?

«La domanda che mi viene rivolta dai genitori è: "Cosa si rischia a pubblicare un foto sui social?". Si tratta di un quesito mal posto che denota, piuttosto la non comprensione, la mancanza di sensibilità dei diritti di una "piccola grande persona" che è il bambino. Dunque la preoccupazione va subito alla sanzione. Questi genitori dovrebbero comprendere che, a parte la lesione della privacy e della riservatezza dei bambini, la pubblicazione dei minori in rete costituisce un rischio molto grave per questi bimbi che vengono immessi su internet, e non possono essere più levati, e si trovano ad essere alla mercé dei pedofili della rete della rete. I pedopornografici di internet un tempo dovevano essere delinquenti capaci di procacciarsi le foto, o adesso basta aprire un profilo Fb per scaricare le foto di un minore e non arriva la notifica al genitore. Bisognerebbe rieducare i genitori al senso di protezione che dovrebbe nascere spontaneo versoi bambini. Per questi motivi, per tutelare anche i bambini dei genitori che non si separano, perché ci sono anche per fortuna bambini di genitori non divisi, ma che sono pubblicati sui social, auspico interventi più frequenti e pregnanti del tribunale dei minori che provveda d'ufficio, ogni qualvolta ravvisi una pubblicazione effettiva di un minore su internet, in questo modo verranno tutelati tutti i bambini».

Scarica pdf modello conclusioni avvocati tribunale di Mantova
(29/01/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com

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